Il biofeedback – Riduzione dell’ansia attraverso una tecnica di rilassamento
Pubblicato il 1 marzo 2009
In situazioni percepite come pericolose o minacciose per l’incolumità e la sopravvivenza, si innesta, tipicamente la reazione di allarme, la quale si manifesta, a livello fisiologico, attraverso una serie complessa di modificazioni che hanno valore adattivo. A livello psicologico, i vissuti soggettivi della reazione di allarme sono caratterizzati da sentimenti di tensione, paura, aumentata vigilanza, irritabilità, ciò che comunemente viene definito ansia. Persone che soffrono di fobie specifiche e di attacchi di panico, avvertono comunemente sensazioni fisiologiche riconducibili alla risposta di allarme.
La risposta di rilassamento è invece caratterizzata da modificazioni fisiologiche di segno opposto a quelle della reazione di allarme, nel complesso, tale risposta esprime una riduzione dell’attivazione del sistema nervoso vegetativo. Comunemente, nelle fasi di preparazione al sonno, si riscontra la risposta di rilassamento. In altri casi, questa risposta, può essere indotta attraverso opportune tecniche, come l’ipnosi, il training autogeno, il rilassamento progressivo.
Nella pratica terapeutica, viene comunemente usata la tecnica del biofeedback al fine di ridurre l’ansia e le fobie specifiche. Il soggetto, durante il biofeedback riceve una continua informazione circa il suo stato di rilassamento e di tensione e può giungere a condizioni di rilassamento profondo che si accompagnano alle modificazioni fisiologiche tipiche della risposta di rilassamento. A differenza di quanto comunemente si crede, le variabili neurovegetative, come la pressione arteriosa, la temperatura corporea, la tensione muscolare, possono essere sotto il nostro controllo. Attraverso il biofeedback è possibile ottenere il condizionamento operante di numerose funzioni viscerali. Il biofeedback permette di rilevare la funzione da controllare attraverso dei trasduttori bioelettrici o biomeccanici posti sulla cute del soggetto. Il segnale ottenuto viene poi amplificato e trasmesso al soggetto attraverso un segnale acustico o visivo. Il biofeedback fa in modo che il soggetto acquisisca la consapevolezza delle proprie reazioni emotive e fisiologiche, in particolare quando è sottoposto ad immaginazione o alla presentazione di video, per lui potenzialmente minacciosi. Inoltre, attraverso il biofeedback è possibile verificare l’efficacia della terapia, confrontando i dati alla pre-e-post trattamento.
Usualmente vengono effettuate due o tre sedute settimanali per 30 minuti, integrate fin dall’inizio con la psicoterapia e con esercizi di rilassamento e di immaginazione da svolgere a casa. E’ fondamentale, come in ogni tecnica cognitiva-comportamentale, che ci sia una forte motivazione da parte dei soggetti che vengono trattati; la terapia appresa durante il setting terapeutico deve essere, infatti proseguita per diversi mesi a casa, prima che venga raggiunto un livello di automatismo tale per cui si garantisca la persistenza dei risultati.
Con il biofeedback il paziente che presenta problemi psicosomatici, indotti da ansia o fobie comincia a familiarizzare con il propio corpo, prendendo conoscenza del linguaggio di quest’ultimo. Nel caso di soggetti che soffrono di attacchi di panico, si riscontra, tipicamente, un’eccessiva attenzione alle sensazioni corporee, questo innesca un’eccessiva catastorfizzazione e generalizzazione della paura a situazioni esterne (agorafobia). Attraverso il biofeedback, soggetti che soffrono di attacchi di panico acquistano la consapevolezza della natura non catastrofica di tali sensazioni, ciò costituisce, senza dubbio, la prima fase del processo terapeutico.
Lo scopo principe del biofeedback è infatti quello di favorire il controllo volontario della funzione alterata, attraverso la messa in atto di tecniche cognitive e di rilassamento.
Bibliografia:
- Pancheri P., Stress, emozioni malattia. Introduzione alla medicina psicosomatica. Biblioteca della Est, Edizioni scientifiche e tecniche Mondatori, 1979
- Palomba D., Stegagno S., Psicofisiologia clinica. Carocci Ed., 2004
- Pancheri P., Biofeedback. Bulzoni Editore
- Meazzini P., Trattato teorico-pratico di terapie e modificazione del comportamento. Erip Editrice
