I disturbi del comportamento alimentare
Pubblicato il 15 marzo 2009
Cenni al trattamento cognitivo-comportamentale
Secondo il Manuale diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) i disturbi del comportamento alimentare sono patologie psichiatriche caratterizzate dalla presenza di:
- Marcate alterazioni nel comportamento alimentare
- Alterata percezione del proprio peso e della propria immagine corporea
- Scarsa autostima
Il DSM-IV classifica tra i disturbi del comportamento alimentare l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo alimentare non altrimenti specificato.
I disturbi alimentari sono diventati sempre più un problema di rilevanza sociale. Dati epidemiologici sottolineano l’esistenza di una reale minaccia per la salute e, in alcuni casi per la vita, di circa il 10% delle femmine di età superiore ai 13 anni.
Le varie scuole di pensiero che si sono interrogate sulle cause dei disturbi alimentari, evidenziano sempre più la componente multifattoriale di queste patologie, rifacendosi così ad un’ottica bio-psico-sociale.
Non esiste quindi un’unica causa, ma una pluralità di fattori che possono interagire in maniera diversa tra loro nel favorire la comparsa ed il perpetuarsi della patologia.
I fattori predisponesti giocano un ruolo determinante rispetto alla vulnerabilità biologica e psicologica, tra questi si riscontrano fattori socioculturali, familiari e individuali. I fattori scatenanti, come le difficoltà psicologiche ed ambientali, la dieta ferrea, concorrono nel passaggio dalla vulnerabilità al disturbo vero e proprio.
Infine si evidenziano i fattori di mantenimento, che concorrono a mantenere il circolo vizioso della patologia, tra questi gioca un ruolo fondamentale il rinforzo dell’ambiente e i sintomi da digiuno
E’ importante sottolineare che numerose persone affette da disturbi del comportamento alimentare non giungono mai all’attenzione clinica precocemente, ma spesso iniziano un trattamento dopo molti anni dall’esordio della malattia, quando la patologia si è cronicizzata. In un ampio sottogruppo di pazienti non si raggiunge facilmente la remissione completa dei sintomi e, spesso risulta necessario il trattamento ospedaliero.
Dal punto di vista cognitivo si riscontra nell’anoressia e nella bulimia un elemento in comune, ossia la tendenza a giudicare il proprio valore personale sulla base della forma o del proprio peso corporeo. Questi ideali di magrezza vengono perseguiti e rafforzati anche dal valore che nei paesi occidentali viene attribuito ad essi. Un’altra caratteristica peculiare è la bassa autostima. L’autostima corrisponde all’opinione che noi abbiamo di noi stessi e si organizza sulla base delle nostre esperienze di vita e dalla interazione con gli altri. Numerosi dati presenti in letteratura dimostrano quanto siano decisive, nella formazione e nel mantenimento dell’autostima, le valutazioni che gli altri fanno su di noi. Le persone con disturbi del comportamento alimentare hanno la tendenza a svalutare o a valutare negativamente le proprie capacità ed i propri comportamenti.
Un altro tratto cognitivo tipico dei soggetti con disturbo alimentare è l’eccessivo perfezionismo, che si riscontra in modo particolare con il raggiungimento di alti standard di prestazione in ambito accademico e lavorativo. Inoltre, sia nella bulimia che nell’anoressia si evidenzia la presenza di pensiero dicotomico (“tutto o nulla”).
L’approccio cognitivo-comportamentale mira, attraverso la psicoeducazione, a modificare molte delle idee disfunzionali sul cibo, il corpo e l’attività fisica che emergono dalle pazienti. Fondamentale è inoltre la comprensione di quelli che sono gli antecedenti e le conseguenze del comportamento problema (condotte restrittive, abbuffate, condotte di eliminazione..) attraverso l’analisi funzionale.
Molto usato nella cura dei disturbi alimentari è il diario alimentare, una forma di automonitoraggio, finalizzato ad intervenire gradualmente sui comportamenti disfunzionali adottati durante i pasti. Infine, tra le molte tecniche adottate dall’approccio cognitivo comportamentale per la cura dei disturbi alimentari, ritengo opportuno ricordare il ruolo determinante svolto dalla ristrutturazione cognitiva. Questi disturbi si mantengono infatti a causa di “errori cognitivi” che accentuano l’innescarsi di comportamenti e di pensieri disfunzionali (p.e. “se ingrasso, non mi vorrà più nessuno accanto a sé”, “se cedo alla tentazione di quella torta, la mangerò tutta”..)
L’analisi della letteratura degli ultimi 20 anni ha permesso di stabilire come la terapia cognitiva comportamentale sia il trattamento elettivo per la cura dei disturbi alimentari, in particolare l’efficacia è stata valutata attraverso trials scientifici per la bulimia nervosa, mentre, per quanto riguarda l’anoressia nervosa, i dati che abbiamo a disposizione sono quasi esclusivamente di ordine clinico.
E’ importante sottolineare che si stanno sempre più affermando nuove tipologie di disturbi alimentari, non ancora classificati all’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV). Tra questi, ricordo il disturbo da alimentazione incontrollata e l’ortoressia. Il primo caratterizzato da abbuffate compulsive,simili a quelle che si riscontrano nella bulimia, ma senza condotte di eliminazione, per questo si tratta di persone tendenzialmente in forte soprappeso.
Il secondo disturbo si caratterizza per l’eccessiva tendenza a prestare attenzione alle regole alimentari, questo al fine di raggiungere sproporzionati livelli di magrezza, ma anche perla paura di contrarre delle malattie.
Entrambe queste patologie nascondono tratti di personalità marcatamente disturbati dal punto di vista psicologico. Anche in questo caso, è fondamentale un intervento di ristrutturazione cognitiva precoce.
Bibliografia:
- Dalle Grave R., Alle mie pazienti dico..Informazione e autoaiuto per superare i disturbi alimentari. Positive Press Verona
- Garner DM, Dalle Grave R., Terapia cognitiva-comportamentale dei disturbi d’alimentazione. Positive Press Verona
- Baldini F, Homework: un’antologia di prescrizioni terapeutiche. McGraw-Hill
- Recalcati, Merli, Anoressia, bulimia, obesità. Bollati Boringheri
