In futuro potremo “leggere” nel pensiero?
Pubblicato il 23 marzo 2009
Leggere nel pensiero è possibile? A molti di noi piacerebbe poter rispondere in modo affermativo..
Un recente studio, condotto da Eleanor Maguir del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging di Londra, sembra dare buone speranze. Un gruppo di persone è stato sottoposto a Risonanza magnetica funzionale (fMRI) durante un gioco al videogame, che consisteva nello spostare i personaggi da un punto all’altro del video. Ai soggetti veniva chiesto di eseguire il compito il più velocemente possibile.
L’area che si è attivata maggiormente è quella dell’ippocampo, notoriamente conosciuta per la funzione mnemonica. L’ippocampo è lungo circa 8 cm, sembra che presenti una specializzazione antero-posteriore per ciò che concerne il materiale nuovo rispetto a quello familiare.L’ippocampo è importante per il meccanismo conosciuto come Long-Term Potentiation (Potenziamento a lungo termine-LTP) nella fascia dentata e nell’ippocampo; è’ considerato fondamentale per potenziare e consolidare le tracce mnestiche. Inoltre, sia negli uomini che negli animali, l’attività colinergica dell’ippocampo sembra essere importante per l’apprendimento.
Lo studio condotto dal gruppo della Maguir ha permesso di evidenziare l’area cerebrale contenente le informazioni inerenti al movimento dei personaggi del videogioco. E’ come se si fosse fatto un primo passo per poter “leggere quelli che sono i pensieri complessi, nonostante la strada per poter “leggere” tali pensieri sia ancora lunga e complessa.
