Isolamento sociale e attività cerebrale
Pubblicato il 23 marzo 2009
Substrato neurale dell’isolamento sociale?
Numerosi studi hanno dimostrato come l’isolamento sociale e la solitudine possono avere effetti negativi sulla salute delle persone.
In una recente ricerca condotta da John Cacioppo e Jean Decety, pubblicata sul Journal of Cognitive Neuroscience, è stato dimostrato che l’isolamento sociale, non solo ha effetti sul comportamento delle persone, ma anche sulla loro attività cerebrale. Un gruppo di soggetti è stato sottoposto a risonanza magnetica funzionale, durante l’osservazione di video inerenti al coinvolgimento di persone in situazioni piacevoli e spiacevoli E’ stato dimostrato che, i soggetti non isolati attivano maggiormente la regione dello striato ventrale durante il video della situazione piacevole. I soggetti isolati socialmente, di contro, attivano molto meno la giunzione temporo-parietale quando osservano persone in situazioni spiacevoli.
La regione dello striato ventrale ha un ruolo importante nella ricompensa, sia primaria (come il cibo) sia secondaria (soldi, ma anche rapporti d’amore e sentimentali). Inoltre questa regione è di centrale importanza per l’apprendimento. I dati ottenuti dallo studio di Cacioppo sembrano sottolineare il ruolo peculiare dello striato ventrale nei sentimenti di solitudine. Sembra che una ridotta attività di ricompensa dello striato possa influenzare l’isolamento e la solitudine.
La giunzione temporo-paietale sembra invece coinvolta nella percezione del punto di vista dell’ altro. Da quanto emerso dallo studio, sembra che i soggetti soli possano essere portati a trovare una consolazione relativa in una ricompensa non sociale.
Per la prima volta, quindi si è potuto avere la dimostrazione della stretta correlazione esistente tra attività cerebrale ed isolamento sociale.
