La dipendenza da Internet

Pubblicato il 29 marzo 2009

Psicoterapia ed educazione all’affettività: possibili percorsi d’intervento.

L’Internet Addiction Disorder è stato definito un vero e proprio disturbo mentale da un gruppo di psicologi dell’Ospedale Generale Militare di Pechino. La notizia, pubblicata sul giornale China Daily, mette in evidenza quelli che sono i sintomi peculiari di questo nuovo disturbo: navigazione su Internet per più di 6 ore al giorno, escludendo le ore passate davanti al monitor per lavoro,  tensione e irritazione che si creano nell’utente quando non riesce a connettersi alla rete.

Il disturbo colpisce in misura maggiore gli adolescenti e il tasso di incidenza cresce sempre di più in relazione all’aumento del Pil. Le attività che vengono prevalentemente svolte dagli internet-addicted sono: giochi on-line, visite nelle pagine pornografiche, reti sociali virtuali, acquisti attraverso Internet e navigazione in generale.

Ma non è solo la Cina il paese colpito da questa nuova patologia, anche il Giappone e l’Italia, iniziano a mostrare dati allarmanti circa questo tipo di dipendenza che colpisce prevalentemente adolescenti e donne.

L’Internet Addiction Disorder rientra nel quadro sintomatologico del disturbo ossessivo-compulsivo, in cui la compromissione non riguarda solo l’aspetto psicologico individuale, ma anche quello fisico, familiare e di coppia. Secondo alcuni studiosi, sembra che la compulsione all’’utilizzo di Internet sia finalizzata a ridurre il senso di vuoto esperito dai giovani, quasi fosse il tentativo di acquietare un malessere psicologico ben più importante. Al pari del disturbo ossessivo-compulsivo, la persona che presenta Internet Addiction, manifesta degli atteggiamenti tipici: incapacità di resistere all’impulso di mettere in pratica un comportamento; sensazione crescente di tensione prima dell’inizio dell’atto o quella di perdita di controllo durante l’atto; tentativi ripetuti di ridurre, controllare o abbandonare il comportamento; reiterazione dell’atto nonostante la consapevolezza che possa causare o aggravare problemi di ordine sociale, finanziario, psicologico o psichico.

L’aumento dell’Internet-mania sembra si sia accentuato con l’avvento dei social network, primo fra tutti Facebook, nato nel 2004 da alcuni studenti di Harvard, è uno dei siti più visitati ed utilizzati anche in Italia. L’abuso di Facebook è, senza dubbio, l’importante spia di un grosso problema di solitudine. Ad abusarne vi sono in particolare persone di età compresa tra i 30 ed i 40 anni, che si nascondono dietro lo schermo per colmare il senso di vuoto e di solitudine che provano nel nostro vivere quotidiano.

E’ importante intervenire precocemente su questo tipo di dipendenza, nonostante non si palesi come le altre forme di addiction da sostanze. E’ infatti necessario un intervento psicoterapico, finalizzato a ridurre le ossessioni e le compulsioni indotte dall’uso di Internet.

Inoltre, è fondamentale “educare le persone ai sentimenti” che non si comprano e si vendono on-line, magari nascosti da una fotografia e da parole che nemmeno sono nostre.

L’educazione affettiva dovrebbe essere parte integrante delle ore di lezione a scuola, bisognerebbe insegnare ai nostri ragazzi quanto è bello conoscersi e scoprirsi nella realtà del nostro essere, che è fatto di pregi e, perché no? di difetti.

Bisognerebbe educare i nostri ragazzi a vivere “sentendo le emozioni”, che solo uno sguardo reale e-non virtuale-può regalarci.