Programma cognitivo comportamentale per combattere l’obesità
Pubblicato il 3 febbraio 2009
Quello dell’obesità è un problema medico importante e ben documentato nella letteratura scientifica, connesso ad un aumento del rischio di gravi malattie come il diabete mellito, l’ipertensione, le malattie dell’apparato digerente, le malattie cardiovascolari. Se l’obesità aumenta il rischio di morbilità e di mortalità, il fatto di perdere peso dovrebbe diminuire questo rischio.
Il principio fondamentale su cui si basa il trattamento cognitivo-comportamentale dell’obesità è che il soprappeso dipende da un consumo eccessivo di cibo. La sovralimentazione si mantiene per due ragioni:
- mangiare ha delle conseguenze positive immediate, mentre le conseguenze negative (p.e. obesità e cardiopatie) sono differite,
- le persone obese seguono anche uno stile alimentare “improprio” che contribuisce alla sovralimentazione, si ritiene che mangino più in fretta, che facciano bocconi e sorsi più grossi e meno frequenti e che mastichino di meno rispetto alle persone di peso normale.
Questa formulazione ha portato a strategie di trattamento finalizzate a modificare il bilancio energetico attraverso una riduzione della quantità di cibo ingerita.
Tra le strategie più frequenti ci sono:
- modificazione degli antecedenti dell’atto alimentare (p.e.modificazione dell’ambiente in modo tale che non siano presenti cibi ad alto contenuto calorico);
- modificazione degli stili alimentari impropri (p.e. mangiare più lentamente, fare bocconi più piccoli);
- modificazione delle conseguenze dell’atto alimentare (p.e. applicazione di conseguenze aversive concomitanti agli episodi di alimentazione eccessiva o sospensione dell’auto-rinforzo).
L’applicazione dell’auto-rinforzo si basa sull’automonitoraggio. I partecipanti devono monitorare il loro peso o il loro apporto calorico. Essi si ricompenseranno quando avranno raggiunto un determinato obiettivo, prefissato prima di cominciare il programma di autocontrollo.
I programmi cognitivo-comportamentali hanno come principale obiettivo modificare i comportamenti indesiderati ed incrementare quelli adeguati. Sono stati riconosciuti dalla comunità scientifica come i più validi nel trattamento dell’obesitù. Un programma cognitivo-comportamentale, fornisce corrette informazioni ed adeguate risposte alle domande e ai dubbi che le persone possono avere in merito all’alimentazione e ad uno stile di vita sano. Un programma cognitivo-comportamentale sviluppa gradualmente l’autocontrollo, aiuta a mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata e a praticare attività fisica. Nella fase psicoeducazionale vengono identificate e smantellate errate convinzioni che determinano comportamenti non finalizzati ad un corretto stile di vita, in particolare al dimagrimento. Attraverso il trattamento cognitivo-comportamentale è possibile controllare lo stimolo della fame e a riconoscere la fame emozionale che si presenta quando non vi è un reale bisogno di cibo da parte dell’organismo, il cibo diventa quindi una risposta ad emozioni spiacevoli, come: ansia, malumore, tristezza, noia, rabbia, insoddisfazione.
Chi ha un problema di peso, si sente spesso colpevolizzato per i suoi insuccessi nel modificare le abitudini alimentari ed in generale per il proprio stile di vita sedentario.
Per modificare un comportamento è fondamentale definire obiettivi raggiungibili ed esercitarsi giornalmente per raggiungerli. Molte persone non riescono a mantenere uno stile di vita sano, i programmi cognitivo-comportamentali partono da questa constatazione e sono quindi orientati a modificare le abitudini e a sviluppare l’autocontrollo. In un programma di autocontrollo è importante associare immediatamente il valore del cibo con l’attività fisica necessaria a smaltirlo. Il programma cognitivo-comportamentale per la perdita del peso mira anche a modificare I pensieri disfunzionali associati al cibo (“tanto non serve a niente, I miei tentativi per dimagrire sono sempre falliti”, “mangiare mi gratifica”, “io sono fatto così, non posso farci nulla”).
Alla luce di quanto esposto in questo articolo, è importante sottolineare che il trattamento dell’obesità deve essere considerato multidimensionale, la ristrutturazione cognitiva e comportamentale garantiscono l’efficacia degli interventi farmacologici e chirurgici, anche in termini di ricadute.
Bibliografia:
- Stroebe W., Stroebe M. Psicologia sociale e salute. McGraw-Hill, 1997
- Rolla E., Così non mi piaccio. Ed. Gribaudo
- Rolla E., Bossolasco M.V., Perdo peso. Ed. Gribaudo
- Zani B., Cicognani E., Psicologia della salute. Il Mulino, 2000
- Majani G., Introduzione alla psicologia della salute. Ed. Erickson, 1999
