Quando i pensieri diventano disfunzionali

Pubblicato il 14 febbraio 2009

Introduzione alle tecniche di ristrutturazione cognitiva

La maggior parte dei disturbi emozionali e comportamentali sono spesso riconducibili ad una forma di inadeguatezza cognitiva.

ristrutturazione cognitivaMolte persone reagiscono agli eventi in base a come li interpretano, pensano che siano le situazioni (A) a causare il loro disagio (C). Se ci fosse questo nesso causale, tutti, nella stessa situazione, proveremmo le stesse emozioni. Situazioni identiche possono generare interpretazioni diverse, quindi provocare disagio e comportamenti diversi da parte delle persone. Non è infatti (A) che determina (C), sono i pensieri (B) e le interpretazioni che causano disagio e sofferenza psicologica in molte persone. Il modo in cui noi pensiamo influenza fortemente il nostro comportamento ed il nostro benessere, la nostra serenità, ma anche la nostra qualità della vita.

Allora, com’è possibile modificare i propri pensieri? Tra le tecniche cognitive d’elezione, la ristrutturazione cognitiva riveste un ruolo decisamente importante. Shaffer (1947) definisce la psicoterapia come “un processo di apprendimento attraverso cui una persona acquista l’abilità di parlare a se stessa in modo costruttivo, così da riuscire a controllare la propria condotta”. Questo “modo di parlare a se stessi” è ciò che viene chiamato ristrutturazione cognitiva. Lo scopo di tutte le tecniche cognitive non è quello di eliminare le emozioni negative, esse, infatti, sono alla base della sopravvivenza, senza ansia, paura, tristezza, noi non riusciremmo ad avere quella spinta all’azione che permette di ridurre il disagio e non riusciremmo nemmeno a stare meglio. Una delle funzioni fondamentali dell’emozione è, infatti, quella di sostegno e guida dei comportamenti motivati a promuovere l’adattamento all’ambiente; è quindi importante il ruolo dell’emozione nell’evoluzione della specie e nello sviluppo dell’individuo. La letteratura scientifica ha da tempo dimostrato come la percezione di minaccia determina l’attivazione di sistemi neurali che controllano l’azione ed il movimento allo scopo di attuare un efficace comportamento di fuga. Le emozioni devono quindi essere considerate sia come un’esperienza individuale, sia come un’indispensabile modalità di risposta dell’organismo all’ambiente. L’attivazione emozionale e le reazioni psicofisiologiche, sono il principale fattore di transizione dal comportamento normale a quello patologico, che si può manifestare attraverso risposte d’ansia, depressive o psicotiche, ma anche nei disturbi psico-somatici. Con l’aiuto delle terapie cognitive, la persona impara a non interpretare gli eventi e le situazioni in cui si trova, ma a verificarli. Attraverso un’adeguata valutazione dei dati forniti dall’ambiente, si impara a sostituire i pensieri disfunzionali con pensieri funzionali.

Non siamo noi che abbiamo deciso quale sarebbe stata la nostra famiglia e in quale posto del mondo nascere, questo è del tutto casuale, ma nella vita, gran parte di ciò che succede dipende da noi. Ciò che conta è il modo in cui una persona riesce ad affrontare e a superare i problemi, è, infatti fondamentale agire, senza aspettare che sia il mondo esterno che lo faccia per noi. Controllando i propri pensieri, si è inevitabilmente in grado di controllare i propri stati d’animo. I pensieri possono, infatti, diventare una gabbia, come nel caso delle fobie o dell’ansia, quando si innesca il fenomeno dell’evitamento. Il modo più efficace per ridurre la sofferenza emotiva consiste quindi nel cambiare il proprio modo di pensare. Un’emozione è una reazione fisica ad un pensiero, inevitabilmente, quindi, controllando i nostri pensieri, saremo anche in grado di controllare i nostri stati d’animo. E’ stato dimostrato con numerosi esperimenti,come persone depresse ed ansiose siano riuscite a superare i loro turbamenti emotivi ed ad avere una migliore qualità della vita, modificando il loro modo di pensare.

Imparare a dirigere se stessi e a gestire le emozioni, comporta un grande sforzo mentale. La terapia cognitiva-comportamentale, può essere di valido supporto per la ristrutturazione cognitiva di persone che presentano pensieri disfunzionali. Il terapeuta può fare ricorso alla Terapia Razionale-Emotiva (RET) di Albert Ellis, attraverso la quale, le persone acquistano la consapevolezza dei propri pensieri, emozioni e comportamenti; la RET infatti, fa ricorso a tecniche immaginative, che permettono di individuare le convinzioni irrazionali e di dimostrare la illogicità del pensiero, distinguendo i pensieri razionali da quelli irrazionali. La RET fa ricorso anche a tecniche immaginative e tecniche comportamentali, al fine di ottenere una reale modificazione del comportamento che genera disagio.

Accanto alla RET, un’altra terapia cognitiva ha riscosso un grande successo nella cura di diversi disturbi psicologici, in particolare della depressione, la Terapia cognitiva di Beck, la quale parte dal presupposto che tutti noi abbiamo degli schemi (convinzioni rigide della realtà, filtro dal quale si ricavano le informazioni dall’ambiente) da cui si formano cognizioni e credenze irrazionali che generano quindi disagio psicologico. Attraverso la ristrutturazione cognitiva è possibile verificare la veridicità dei pensieri che divengono, così più realistici, inoltre, si insegnano alla persona soluzioni alternative, attraverso il problem solving. La psicoterapia è quindi utile nei casi in cui i pensieri diventano paralizzanti e vanno ad incidere sulla qualità della vita della persona, è una guida psico-educativa importante per evitare che i pensieri disfunzionali si trasformino in comportamenti e abitudini disfunzionali, come l’evitamento, Tutto questo va poi ad incidere sulla personalità dell’individuo. Siamo noi, quindi che ci creiamo il nostro destino.

Tutto quello che siamo dipende da noi.

Bibliografia:

  • Palomba D., Stegagno S. Psicofisiologia clinica. Carocci Ed., 2004
  • Cancheri P. Stress, emozioni malattia. Introduzione alla medicina psicosomatica. Biblioteca della Est, Edizioni scientifiche e tecniche Mondatori, 1979
  • Ellis A. L’autoterapia razionale emotiva. Erickson 2008
  • Beck A. Principi di terapia cognitiva. Astrolabio

Dott.ssa Alice Bruschi