Una risorsa per il benessere: l’intelligenza socio-emotiva
Pubblicato il 29 agosto 2010
Una risorsa per il benessere: l’intelligenza socio-emotiva
Il costrutto di Intelligenza socio-emotiva è stato introdotto di recente, a seguito dello sviluppo della teoria delle intelligenze multiple, i cui principali fautori sono stati Gardner (1987) e Sternberg (1985). Secondi gli autori non esiste un’unica capacità intellettiva, misurabile e correlata alle prestazioni scolastiche ed accademiche, ma l’intelligenza sarebbe un costrutto più complesso, scomponibile in differenti abilità, utilizzate dagli individui con modalità e tempi diversi, a seconda delle situazioni che si affrontano.
L’intelligenza sociale è la capacità di comprendere gli altri e di agire e comportarsi in modo adeguato di fronte alle richieste dell’ambiente sociale. È un costrutto dinamico, che varia a seconda del momento e dal contesto, e degli obbiettivi che ci prefiggiamo. Questa flessibilità ci permette di affrontare le circostanze in modo da trarne il maggiore vantaggio in vista dei propri obbiettivi. Essa implica l’utilizzo sia di abilità cognitive, sia di abilità emotivo-affettive, quali l’impegno, l’entusiasmo, la fiducia in sé, la consapevolezza dell’altro. Per tale ragione è necessario conoscere e comprendere i legami tra queste competenze.
Secondo Salovey e Mayer (1990), l’intelligenza emotiva è la capacità di monitorare le emozioni ed i sentimenti propri ed altrui, di discriminare tra sentimenti ed emozioni, ed utilizzare le informazioni ricavate, per guidare comportamenti e pensieri in modo adeguato alle diverse situazioni.
Secondo loro l’intelligenza emotiva è costituita da diverse abilità, descrivibili mediante i seguenti processi:
- Percezione delle espressioni emotive: ossia la capacità di percepire, valutare ed esprimere i messaggi emotivi, verbali e non verbali;
- assimilazione delle espressioni emotive: è la capacità di integrare le emozioni nei processi cognitivi e percettivi, e comprendere le reciproche influenze;
- comprensione delle emozioni: è la capacità di esprimere le emozioni attraverso il linguaggio, di riconoscere il significato dei propri ed altrui sentimenti, di distinguere tra le varie emozioni, coglierne i rapporti causali, comprenderne la complessità, la contraddittorietà e le trasformazioni;
- regolazione delle emozioni: è la capacità di regolare ed organizzare le proprie emozioni e quelle degli altri, in altri termini di sperimentare in modo adeguato sia le emozioni piacevoli che quelle spiacevoli, riuscendo a moderare le emozioni negative, e a valorizzare quelle positive, senza però reprimere le prime o amplificare le seconde.
Secondo il modello di Goleman (1996) l’intelligenza emotiva è organizzata in 5 competenze emotive e sociali, a loro volta incluse in due macro-competenze: quella personale e quella sociale.
| COMPETENZA PERSONALE Determina il modo in cui ci si autocontrolla. È costituita da: |
Consapevolezza di sé: è la capacità di riconoscere le emozioni ed i sentimenti e di saperli usare in modo adeguato per guidare il proprio comportamento. Ci permette di monitorare i propri sentimenti, la propria vita affettiva in modo costante. Implica
Padronanza di sé: Consente di affrontare situazioni emotivamente forti e durature, e di posporre le gratificazioni. Comprende le capacità di:
Motivazione: Consente di dominare le emozioni e di concentrare la propria attenzione e creatività al fine di perseguire degli obbiettivi, riuscendo a trarre appagamento dalle attività che si svolgono, e di conseguenza migliorare la produttività e l’efficienza. Comprende
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| COMPETENZA SOCIALE Determina il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri. È costituita da: |
Empatia: è la capacità di percepire i sentimenti altrui, di adottare il loro punto di vista. Consente una maggiore sensibilità ai segnali sociali. È caratterizzata da:
Abilità sociali: consente di gestire le relazioni sociali in modo adeguato alle circostanze e di instaurare relazioni positive. Comprendono:
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La capacità di gestire in modo adeguato le nostre emozioni è un importante predittore della salute mentale, in quanto ci permette di mettere in atto strategie di coping adattive. Per coping si intende la capacità di far fronte agli eventi stressanti della vita. Un elevato livello di intelligenza socio-emotiva consente di percepire, comprendere, regolare i propri stati emotivi e di conseguenza di mantenere uno stato d’animo positivo, un alto livello di autostima, di fronte a quelle situazioni che possono costituire una minaccia per la fiducia in sé stessi e per la propria serenità. Studi hanno dimostrata che vi sono differenze individuali nelle capacità di comprendere, controllare ed affrontare le diverse emozioni che si manifestano in situazioni stressanti. Alcune persone possono esserne sopraffate, altre le superano con facilità.
La competenza socio-emotiva è frutto dell’integrazione di diversi fattori:
- apprendimento derivato dalle esperienze sociali;
- caratteristiche biopsicologiche individuali;
- tratti di personalità.
Perciò è facile comprendere come mai esista una notevole variabilità interindividuale.
Questa competenza si riflette in tutti i contesti della vita quotidiana, pertanto è fondamentale favorirne un adeguato sviluppo sin dai primi anni di vita. Tutte le figure educative, dai genitori, agli insegnanti dovrebbero mettere in atto, quella che è comunemente chiamata “alfabetizzazione delle emozioni”. Essa consiste nel favorire la comprensione delle sensazioni associate ai differenti stati emotivi e la loro adeguata espressione e verbalizzazione.
Lo sviluppo inadeguato può portare, nei peggiore dei casi, ad una patologia, chiamata alessitimia (dal greco a = privata, lexis = parola, thymos = emozione). Questo termine descrive quei pazienti che presentano difficoltà nel riconoscere e verbalizzare i propri sentimenti e a comunicarli agli altri e che spesso soffrono di disturbi somatici.
Dunque, se consideriamo che nella società attuale, le richieste dell’ambiente e al tempo stesso gli eventi stressanti sono sempre più numerosi, la competenza socio emotiva, diviene di primaria importanza per il benessere dell’individuo, e su di essa dovrebbero concentrarsi le risorse sociali, in primo luogo promuovendo una maggior conoscenza del concetto di intelligenza emotiva, e delle tecniche utili a favorire un miglior equilibrio emotivo, che non consistono nella sola psicoterapia. Di fatti possiamo accrescere la consapevolezza di sé, delle proprie emozioni, passioni e del proprio corpo attraverso:
- strumenti autobiografici: ossia utilizzando un semplice diario, possiamo raccontare il flusso degli eventi reali ed immaginati ed i nostri vissuti. Attraverso la narrazione e la lettura possiamo reinterpretarli e di conseguenza comprendere meglio sé stessi, gli altri e la realtà che ci circonda;
- meditazione e training autogeno. Queste tecniche consentono di raggiungere un distacco dai pensieri e dalla realtà fino ad indurre uno stato di rilassamento globale, con comprovati cambiamenti a livello neuroendocrino, quali la riduzione degli ormone dello stress, aumento del ritmo del sonno, del tono dell’umore e dell’efficienza del sistema immunitario.
Dott.ssa Gessica Adella
