La gelosia: il mostro dagli occhi verdi
Pubblicato il 11 ottobre 2010
La gelosia è da sempre argomento privilegiato nell’arte e nella letteratura. Da più parti si è cercato di descriverla, di definirla, ma soprattutto di stabilire quali persone vi siano più inclini, quali fatti la producano e quali comportamenti provochi. In questo articolo si cercherà di dare prima di tutto una definizione di questa emozione; si analizzeranno i meccanismi ipotizzati alla “radice” della gelosia e verranno descritte le caratteristiche della persona gelosa.
Che cos’è la gelosia
La gelosia può essere vista come una preoccupazione assillante di mantenere intatto ciò che si possiede. La persona diventa dunque intollerante e diffidente nei confronti di quanto può interferire nel mantenimento di questo bene. Con la gelosia la persona cerca di preservare la relazione con la persona amata e la propria autostima.
Le “cause” della gelosia
Da un punto di vista etologico, la gelosia viene considerata un meccanismo filogenetico finalizzato alla preservazione della propria discendenza. Per i maschi garantisce la sicurezza della paternità mentre per le femmine la presenza stabile di un partner che protegga i figli.
Nel caso della gelosia patologica pare ci siano della alterazioni neurotrasmettitoriali (es. persone affette da patologie cerebrali degenerative lamentano eccessi di gelosia prima assenti).
La gelosia può anche essere legata a modelli famigliari; l’infedeltà della madre, la donna che, teoricamente, per un figlio è la più affidabile, può gettare un alone negativo sulle rappresentanti dello stesso sesso. Da qui può derivare la convinzione patologica che l’attenzione e l’affetto della persona amata siano da difendere con i denti.
Un’altra “causa” di una modalità gelosa può derivare da esperienze di precedenti relazioni sentimentali con persone infedeli.
La persona gelosa
La gelosia può essere una emozione che porta molta sofferenza. “Come geloso io soffro quattro volte perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di non essere come tutti gli altri” (“Frammenti di un discorso amoroso” Roland Barthes).
In genere la gelosia è inversamente proporzionale all’autostima; più la persona sente di dipendere emotivamente e materialmente dalla persona amata, più cerca di mantenere il controllo su di lei.
Chi è geloso presenta della alterazioni cognitive evidenziabili nella percezione che diventa attenta e minuziosa, nella memoria che diventa altamente selettiva verso informazioni che confermano i suoi sospetti, nei pensieri che diventano ricorrenti e ripetitivi. Di conseguenza mette in atto vari tipi di comportamenti in genere connotati da una buona dose di rabbia (ingrediente essenziale nella gelosia) oppure da atteggiamenti maggiormente seduttivi; per quanto riguarda quest’ultimo punto in effetti si è evidenziato come, quando si rischia di perdere la persona amata, ci sia la tendenza a dare maggiormente valore a suoi aspetti positivi .
Alcune caratteristiche del rivale possono alleviare o aumentare il livello di gelosia.
La gelosia aumenta se il Rivale ha della caratteristiche generalmente riconosciute come positive (bello, intelligente) e se il Rivale incarna degli aspetti che la persona gelosa desidererebbe avere.
Può esserci gelosia anche se la relazione con la persona amata è stata interrotta per propria scelta. In questo caso la gelosia è più volta a preservare la propria autostima che, ovviamente, la relazione con la persona amata. Oppure si può essere gelosi anche in assenza di un Rivale realmente esistente.
Concludendo
La gelosia è un’emozione complessa con ingredienti di rabbia, ansia e tristezza. E’ un’emozione sana che serve a preservare le nostre relazioni. Un pizzico di gelosia non fa male ad un rapporto; come si diceva prima, quando si fa ingelosire il proprio compagno o compagna, ciò lo/la può portare a valorizzare alcuni aspetti in voi presenti che si era “dimenticati” ci fossero.
Il problema si pone quando diventa eccessiva, quando il timore di essere lasciati o del tradimento diventa talmente assillante da indurre un eccessivo stile controllante del compagno cosa che a lungo andare può minare in modo molto pericoloso la relazione.
Per chi volesse, può procurarsi il libro “Otello e la mela “ di Valentina D’Urso sulla base del quale, in parte, è stato scritto l’articolo.
Dott.ssa Federica Bignotti
