Sindrome da iperventilazione cronica e spasmofilia

Pubblicato il 13 maggio 2010

Una possibile spiegazione di alcune forme di distonie e depressione

Un’esigua percentuale di pazienti giungono all’attenzione dello psicologo per patologie di ordine medico che mimano sintomi di disturbi prettamente psicologici. Tra le patologie mediche che possono causare sintomi psicologici vi è la spasmofilia patologia ancora poco conosciuta.

La spasmofilìa è una disfunzione cronica molto diffusa, ma pressoché sconosciuta alla medicina ufficiale, sempre esistita, ma riscoperta recentemente in Francia da un gruppo di medici e ricercatori.

In percentuale si può calcolare che ne soffra fra il 12% e il 20% della popolazione.

In america, la spasmofilia viene chiamata “Sindrome da iperventilazione cronica”.

Le cause della spasmofilia sono riconducibili ad una ipereccitabilità del sistema nervoso centrale e muscolare e ad un ridotto apporto di calcio, magnesio, zinco e vitamina D. L’eccessiva perdita, da parte delle cellule, di sali come il calcio ed il magnesio, causa un accumulo di potassio, che ha un forte potere rinvigorente, ma, quando è presente in eccesso può contribuire a creare spasmi. Di qui il nome “spasmofilia” = affinità per lo spasmo.

La spasmofilia è una malattia polimorfa, i sintomi sono molto eterogenei e coinvolgono anche la sfera psicologica. Rientrano in questa classificazione le distonie neuro-vegetative, l’affaticamento neuro-psichico, il colon irritabile, le nevrosi ansioso-depressive, gran parte delle cosiddette malattie psicosomatiche e da stress, ansia, astenia ed insonnia.

Nella spasmofilia è possibile distinguere:

  • I piccoli malesseri, come le vertigini, i crampi, i tremori, i formicolii, le vertigini gli spasmi multipli, le cefalee, il bolo isterico…
  • I grandi malesseri, come l’angoscia, la tetania, la sensazione di morte imminente, i disturbi del sonno (insonnia da risveglio notturno), la fatica mattutina, di mezzogiorno e di tutta la giornata.

E’ fondamentale che il professionista faccia una corretta diagnosi differenziale tra:

  • Spasmofilia e disturbi d’ansia (attacchi di panico e disturbo d’ansia generalizzato). L’ansia della persona spasmofilia è fluttuante e meno intensa rispetto all’ansia che coinvolge una persona che soffre di attacchi di panico.
  • Spasmofilia e depressione. Lo spasmofilico è esposto a fluttuazioni del tono dell’umore, irritabilità ed insonnia, con un’intensità inferiore rispetto q quella che coinvolge il soggetto depresso.

Numerosi studi hanno dimostrato come la personalità dei soggetti spasmofili sia tendenzialmente di tipo nevrotico con tendenza di tipo ansioso-depressivo.

Il trattamento della spasmofilia prevede:

  1. La correzione delle alterazioni elettrolitiche;
  2. Sintomatici e coadiuvanti (miorilassanti, ansiolitici, betabloccanti..);
  3. Catalizzatori metallici;
  4. Omeopatia;
  5. Psicoterapia e regole di igiene generale (Training autogeno, rilassamento, respirazione diaframmatica).

Alla luce di quanto sottolineato in questo articolo risulta di fondamentale importanza rivolgersi al medico di base qualora si avvertissero sintomi di tipo nevrotico, ansioso-depressivi di lieve entità. Qualora la causa sia da attribuire a problematiche di ordine medico, è fondamentale sottoporsi ad una terapia farmacologia mirata. Nel caso in cui i disturbi siano di natura prettamente psicologica, si consiglia di rivolgersi ad uno psicologo-psicoterapeuta per fronteggiare il disturbo con le moderne tecniche. La psicoterapia cognitiva-comprtamentale, avvalendosi delle tecniche di mindfulness e di rilassamento è considerata, a questo proposito, la terapia d’elezione.

Dott.ssa Alice Bruschi