Testosterone e fiducia nell’altro

Pubblicato il 6 giugno 2010

Da una ricerca condotta presso il Dipartimento dell’università di Utrech, pubblicata nell’ultimo numero della rivista Proceeding of the National Academy of Science of the United states of America (PNAS), è emerso che il testosterone ha una funzione sociale adattiva, in quanto incrementa la vigilanza anche in persone, solitamente fiduciose nel prossimo.

Rispetto agli altri animali, l’uomo è più propenso alla fiducia ed alla cooperazione anche con altri a cui non è geneticamente legato o con cui non ci sia familiarità. Grazie a ciò si sviluppata sia la nostra capacità di aiutare, sia la capacità di raggirare il prossimo.

Tuttavia, un’altra caratteristica dell’uomo in quanto animale sociale, è la competizione per le risorse disponibili. Pertanto è interessante valutare la relazione tra queste capacità in contraddizione, la competizione e la fiducia.

Molte discipline negli ultimi anni si sono interessate agli effetti della regolazione ormonale sulle funzioni sociali. Uno studio sugli effetti dell’ossitocina, in un compito di scambio economico, ha mostrato che questo ormone accresce la fiducia interpersonale, nei confronti di sconosciuti, ma induce a perseverare in questa fiducia, nonostante l’altro si dimostri sleale. Perciò l’ossitocina, da un lato facilita le interazioni sociali, dall’altro espone a un maggior rischio personale.

Precedenti studi sul testosterone hanno rilevato una associazione con la dominanza ed il successo nelle competizioni, soprattutto in situazioni in cui si vuole ottenere un controllo economico e sociale. Sembra motivare la razionalità ed il controllo sociale, strumenti importanti per la società odierna. Infatti i suoi livelli correlano positivamente con il profitto sul mercato azionario.

Nella ricerca dell’Università di Utrech gli studiosi hanno voluto indagare il nesso causale tra testosterone e la fiducia nel prossimo, somministrandolo a donne sane e misurando la loro fiducia interpersonale. Alle partecipanti è stato chiesto di giudicare l’affidabilità di persone, presentandone una foto dall’espressione neutra. La valutazione avveniva dopo la somministrazione di testosterone, alternata a quella di un placebo.

Inoltre, per essere certi che non ci fosse un effetto legato all’umore della partecipante, sono stati valutati, mediante un opportuno test, i livelli di ansia, depressione, rabbia e stanchezza.

I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa della fiducia nelle donne dopo aver ricevuto il testosterone, anziché il placebo, non attribuibile allo stato emotivo del momento, ma correlato ai livelli di testosterone nel sangue.

Quindi il testosterone, gioca un ruolo causale nel determinare una riduzione della fiducia interpersonale nei confronti di sconosciuti. Il modo in cui il testosterone decresce la fiducia è in accordo con il ruolo che ha nelle decisioni in ambito economico e nelle competizioni. Inoltre il decremento è stato maggiore nelle partecipanti per indole più fiduciose, rispetto alle altre più restie.

Dunque il testosterone incrementa la vigilanza sociale, probabilmente allo scopo di preparare meglio alla competizione, ed alle difficoltà della vita sociale; e con l’ossitocina contribuisce ad un equilibrio adattivo nelle risposte agli eventi sociali.

Dott.ssa Gessica Adella

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