Ansia posticipatoria, una trappola che impedisce di vivere pienamente
Pubblicato il 17 maggio 2011
In questo articolo vorrei affrontare l’argomento dell’ansia anticipatoria e dell’impossibilità che questa determina di vivere il momento presente. Troppe volte la nostra mente spazia in pensieri riguardanti il passato oppure anticipazioni del futuro, impedendoci di rimanere qui, nel nostro presente, nel momento di cui disponiamo. Spesso, anticipiamo un futuro che, proprio perché tale, non possiamo ancora conoscere, ma vediamo come catastrofico, minaccioso, negativo.
Questo succede, in particolare nel disturbo di panico. Capita spesso che le persone, in cura farmacologica e psicoterapica non manifestino più i sintomi eclatanti dell’attacco di panico, ma continuino a manifestare quella che viene definita “ansia anticipatoria”, un disagio forse meno acuto, ma subdolo e costante, un nemico che non abbandona mai.
L’ansia anticipatoria è una vera e propria trappola che impedisce di vivere pienamente, fa vivere con il freno a mano tirato, non permette a coloro che ne soffrono di programmare nulla e, paradossalmente, tutto è sotto controllo. Un controllo che non fa sentire liberi, un controllo scomodo, che si vorrebbe lasciare andare per potersi librare nell’oceano ed affidarsi completamente alle onde, ma non è così.
L’ansia anticipatoria inizia molto tempo prima della situazione temuta, a volte giorni, a volte settimane prima. La paura condiziona fortemente la qualità della vita delle persone, con compromissioni a carico dell’umore, del sonno, dell’appetito. L’ansia peggiora, giorno dopo giorno, sempre di più, fino a quando arriva il giorno fatidico. E’ questa una fase molto delicata per chi soffre di disturbo di attacchi di panico in quanto è un momento ad alto rischio di evitamento.
L’evitamento, come già affrontato in un mio precedente articolo, peggiora il disturbo, fino a portare alla cronicizzazione, nonostante, nell’immediato, l’evitamento sembri l’unico rimedio possibile per far decadere l’ansia. L’evitamento illude la persona di poter gestire l’ansia, ma alla lunga, aumenta la sua vulnerabilità. Si controlla tutto, si pianifica tutto, anche ciò che non si potrebbe pianificare. Non possiamo controllare le condizioni del traffico, ma solo come noi guideremo la macchina. L’ansia anticipatoria dei giorni che precedono l’evento porta, inoltre ad un aumento dei livelli di stress e ad una compromissione fisica che può rendere ancora più esposti al rischio di panico. Diventa tutto un circolo vizioso, per questo è fondamentale intervenire sulle emozioni ed i pensieri che sono alla base di questo vortice che, giorno dopo giorno, disconnette la persona dalla propria vita.
Dott.ssa Alice Bruschi
