Le basi neuronali del senso di colpa
Pubblicato il 16 gennaio 2011
Il senso di colpa è un complesso stato mentale sottostante a diversi comportamenti umani sia sociali che privati. Possiamo distinguere tra il senso di colpa:
- altruistico guidato da situazioni di tipo relazionale e legato alla tendenza a provare empatia verso la sofferenza degli altri. Emerge dal confronto con chi è reputato meno fortunato di noi e dalla credenza che si è danneggiato un altro o non lo si è aiutato (Tangney e Dearing, 2002). Ad esempio la “colpa del sopravvissuto”, nata per indicare il senso di colpa che le persone provano quando sopravvivono alla morte di un altro, attualmente è usato per indicare la colpa per un vantaggio che si ritiene di avere rispetto agli altri, come il successo, la salute o il benessere (Weiss, 1993). L’essere umano è in grado di comprendere, interpretare ed ipotizzare le emozioni, gli scopi, i valori, i desideri e le aspettative degli altri. Questa capacità unita all’empatia, vale a dire alla capacità di esperire dentro di sé gli stati d’animo vissuti dall’altro, all’esistenza di scopi altruistici, cioè la tendenza ad operarsi per attenere il benessere altrui e l’evitamento del suo male, spiegano il senso di colpa altruistico.
- deontologico guidato da valori interni, anche quando non si commette un danno diretto a terzi. Alla base ci sarebbero scopi caratterizzati dal rispetto delle gerarchie del gruppo di appartenenza e funzionali al mantenimento dell’ordine interpersonale (Mancini, 2008).
Senso di ColpaIl senso di colpa emerge dalla discrepanza tra lo scopo di rispettare le gerarchie, e quindi i diritti ed i doveri ad esse connessi, ed una propria azione od omissione, e dall’assunzione che si sarebbe potuto comportare in modo diverso. Il senso di responsabilità per il non adempimento dell’imposizione morale si risolve mediante l’espiazione, la punizione; si tende a chiedere scusa e perdono. Questo senso di colpa si può accompagnare a vergogna ed eventualmente al disgusto per sé stessi.
I ricercatori hanno individuato la base neurologica del senso di colpa generale, rilevando un’attivazione, ossia un maggior afflusso di sangue, della corteccia cingolata anteriore, delle aree prefrontali ed i poli temporali, in differenti situazioni evocanti questa emozione (Kedia et al., 2008; Takahashiet al.,2004; Shin et al., 2000). Queste aree sono coinvolte nell’integrazione di informazioni di varia natura, ossia ci consentono di comprendere, elaborare e di interpretare gli stati mentali altrui e le emozioni (Bush et al., 2000; Shallice, 2001).
In un recente studio italiano (Basile, Mancini, Macaluso, Caltagirone, Frackwiak e Bozzali, 2010) è stata indagata la localizzazione del senso di colpa altruistico e deontologico. I ricercatori hanno registrato l’attività cerebrale durante la visione di espressioni facciali emotigene (= in grado di provocare delle emozioni), seguite da frasi inerenti lo stato emotivo espresso, allo scopo di evocare la colpa altruistica e deontologica. La risonanza magnetica ha rilevato un’attivazione neuronale distinta per le situazioni di sofferenza altrui (colpa altruistica) e quelle di violazione delle regole morali (colpa deontologica). La prima attiva l’insula, coinvolta anche nella sensazione di disgusto verso stimoli esterni ed interni, la seconda attiva soprattutto la corteccia prefrontale, coinvolta nell’interpretazione degli stati d’animo e dei comportamenti altrui.
Questa scoperta ha delle implicazioni in ambito clinico, per la comprensione del senso di colpa in diverse psicopatologie, quali il comportamento antisociale, la depressione e l’ossessione. In particolare la depressione può essere associata all’eccessiva elaborazione della colpa altruistica, come suggerito anche da altri studi (O’Connor et al., 2002), mentre un’eccessiva elaborazione della colpa deontologica, caratterizza il disturbo ossessivo compulsivo (Rachman, 1993; Shafran et al., 1996). In ambito neurologico si putranno comprendere meglio le modificazioni del comportamento sociale conseguente a danno cerebrale.
Dott.ssa Gessica Adella
Bibliografia:
- Franco M., Tappatà L., Intelligenza socio-emotiva. Cos’è, come si misura, come svilupparla. Ed. Carocci Faber
- Basile, B., Mancini, F., Macaluso, E., Caltagirone, C., Frackowiak, R.S.J. & Bozzali, M., Deontological and altruistic guilt: evidence for distinct neurobiological substrates. Human Brain Mapping, Wiley-Liss, Inc. (2010)
- Bush G, Luu P, Posner MI, Cognitive and emotional influences in anterior cingulate cortex. Trends Cogn Sci 4:215–222. (2000)
- Kedia G, Berthoz S, Wessa M, Hilton D, Martinot JL, An agent harms a victim: A functional magnetic resonance imaging study on specific moral emotions. J Cogn Neurosci 20:1788–1798. (2008)
- Mancini, F., I sensi di colpa altruistico e deontologico. Cognitivismo clinico. 5, 2, pag.123-144 (2008)
- O’Connor LE, Berry JW, Weiss J, Gilbert P, Guilt, fear, submission, and empathy in depression. J Affec Disord 71:19–27 (2002)
- Rachman S Obsessions, responsibility and guilt. Beh Res Ther 31:149–154, (1993)
- Shafran R, Watkins E, Charman T, Guilt in obsessive-compulsive disorder. J Anxiety Disord 10:509–516, (1996)
- Shallice T, ’Theory of mind’ and the prefrontal cortex. Brain 124:247–248, (2001)
- Shin LM, Dougherty DD, Orr SP, Pitman RK, Lasko M, Macklin ML, Alpert NM, Fischman AJ, Rauch SL, Activation of anterior paralimbi structures during guilt-related script-driven imagery. Biol Psychiatry 48:43–50 (2000)
- Takahashi H, Yahata N, KoedaM,Matsuda T, Asai K, Okubo Y, Brain activation associated with evaluative processes of guilt and embarrassment: An fMRI study. Neuroimage 23:967–974, (2004)
- Tangney, JP., Dearing, RL, Shame and guilt. Guilford Press, NY, (2002)
- Weiss, J., How psychotherapy works: Process and technique. Guilfors Press. N.Y.,(1993)
