Narcisismo troppo diffuso per essere una malattia?
Pubblicato il 5 marzo 2011
Gli psicologi americani impegnati nell’aggiornamento del DSM ( Diagnostic Statistical Manual), ossia il manuale che raccoglie le indicazioni per la diagnosi dei disturbi mentali, hanno rilevato che nella società odierna il narcisismo è talmente diffuso da non poter più essere considerato una malattia.
Infatti è più frequente osservare dei “tratti” narcisistici in persone che presentano altri disturbi o senza difficoltà nella vita quotidiana, piuttosto che diagnosticare un disturbo narcisistico di personalità come è definito dal DSM-IV-TR.
Ma cosa si intende oggi per narcisismo patologico?
L’attuale DSM-IV lo classifica tra i Disturbi di personalità, ossia un modello di pensiero e comportamento che devia in modo significativo dalle norme della cultura di appartenenza.
Il disturbo si caratterizza dalla presenza dei seguenti criteri:
- Sentirsi superiore a tutti
- Darsi un’eccessiva importanza e ricercare l’ammirazione degli altri
- Amplificare le proprie capacità e risultati, sentendosi unico e speciale
- Credere che tutto gli sia dovuto
- Mancanza di empatia, ossia della capacità di riconoscere i bisogni ed i sentimenti dell’altro
- Sfruttare il prossimo per il raggiungimento dei propri scopi
- Essere invidioso e credere che siano gli altri ad invidiarlo
- Mostrare comportamenti e atteggiamenti arroganti e presuntuosi.
E’ interessante sottolineare l’esistenza di variante non contemplata dal DSM ed al quale non si riferiscono gli psicologi dell’APA, il narcisista ipervigile, che secondo il senso comune, non verrebbe etichettato come narcisismo. Il soggetto narcisista ipervigile si presenta inibito, schivo, più attento agli altri e alle loro reazioni, che a se stesso, infatti preferisce non essere al centro dell’attenzione e tende ad ascoltare ed osservare attentamente l’altro per evidenziarne una mancanza di rispetto o critica, si sente ferito con facilità e prova facilmente sentimenti di vergogna o di umiliazione.
Nella nostra società i mass media ci propongono immagini di vita in cui la felicità deriva da ciò che è materiale e superficiale. La celebrità affascina, fino a divenire lo scopo di molti giovani d’oggi. Il messaggio che domina è l’importanza di raggiungere il successo, ruoli di prestigio, per poter essere felici ed ammirati. Anche lo sfruttamento interpersonale tipico del narcisista ha una funzione adattiva nella società odierna. Valori legati alla produttività, al guadagno hanno soppiantato valori quali l’impegno, la lealtà, l’integrità ed il calore personale.
Quindi se si assume che un disturbo di personalità sia un modo d’essere che devia dalle norme della cultura in cui si vive, è comprensibile la considerazione del comitato dell’APA, circa la difficoltà di considerare talune caratteristiche come patologiche. Di fatto esse, se non esasperate e fonte di sofferenza per l’individuo, sono in armonia con la visione della società moderna.
Dott.ssa Gessica Adella
Bibliografia:
- AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION (APA), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV). Milano, Masson, 1995
- Gabbard, G.O., Psichiatria psicodinamica. Terza edizione. Raffaello Cortina Editore (2002)
