Disturbi d’ansia, tipi e informazioni su di essi

Pubblicato il 22 maggio 2011

DISTURBO ATTACCO DI PANICO

L’attacco di panico corrisponde ad un’improvvisa manifestazione di ansia o una rapida escalation di quella solitamente presente che si manifesta con un’ apprensione, paura o terrore, spesso associati ad una sensazione di catastrofe imminente. Durante gli attacchi sono presenti sintomi fisici come dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di asfissia o di soffocamento, e sintomi cognitivi quali paura di “impazzire“, di perdere il controllo, di morire ecc.

Gli attacchi di panico possono essere dipendenti da una specifica situazione o prodursi spontaneamente e inaspettatamente.

E’ importante escludere la presenza di fattori organici che possono contribuire a mantenere il problema, quali l’intossicazione da anfetamine, caffeina e l’ipertiroidismo. Gli attacchi di panico si trovano anche in disturbi differenti come nella fobia sociale o nella claustrofobia.

Gli attacchi di panico possono anche presentarsi nelle ore notturne come risvegli improvvisi in uno stato d’ansia.

L’Attacco di Panico si manifesta con: un periodo preciso di intensi paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco in 10 minuti:

  1. palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia
  2. sudorazione
  3. tremori fini o a grandi scosse
  4. dispnea o sensazione di soffocamento
  5. sensazione di asfissia
  6. dolore o fastidio al petto
  7. nausea o disturbi addominali
  8. sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento
  9. derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé  stessi)
  10. paura di perdere il controllo o di impazzire
  11. paura di morire
  12. parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  13. brividi o vampate di calore.

Può essere presente AGORAFOBIA cioè l’ansia e l’evitamento per luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di un Attacco di Panico o di sintomi tipo panico. L’Agorafobia non è un disturbo codificabile. Codificare il disturbo specifico nell’ambito del quale si manifesta l’Agorafobia (per es., Disturbo di Panico Con Agorafobia Agorafobia Senza Anamnesi di Disturbo di Panico).

Agorafobia è:

  • A. Ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un Attacco di Panico inaspettato o sensibile alla situazione, o di sintomi tipo panico. I timori agorafobici riguardano tipicamente situazioni caratteristiche che includono l’essere fuori casa da soli; l’essere in mezzo alla folla o in coda; l’essere su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile. Nota Prendere in considerazione la diagnosi di Fobia Specifica se l’evitamento è limitato a una o solo a poche situazioni specifiche, o la Fobia Sociale se l’evitamento è limitato alle situazioni sociali.
  • B. Le situazioni vengono evitate (per es., gli spostamenti vengono ridotti), oppure sopportate con molto disagio o con l’ansia di avere un Attacco di Panico o sintomi tipo panico, o viene richiesta la presenza di un compagno.
  • C. L’ansia o l’evitamento fobico non sono meglio giustificabili da un disturbo mentale di altro tipo, come Fobia Sociale (per es., evitamento limitato alle situazioni sociali per timore di essere imbarazzato), Fobia Specifica (per es., evitamento limitato ad una singola situazione, come gli ascensori), Disturbo Ossessivo-Compulsivo (per es., evitamento dello sporco per gli individui con ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da Stress (per es., esitamento di stimoli associati con un grave fattore stressante), o Disturbo d’Ansia di Separazione (per es., evitamento della separazione dalla casa o dai familiari).

Il DISTURBO DI PANICO SENZA AGORAFOBIA è caratterizzato da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati, riguardo ai quali vi è una preoccupazione persistente.

Il DISTURBO DI PANICO CON AGORAFOBIA è caratterizzato sia da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati che da Agorafobia.

Per diagnosticare il Disturbo di Panico è bene tener in considerazione questi criteri:

  • Devono essere presenti entrambi i punti  1) e 2) che sono spiegati qui di seguito:
    1. Attacchi di Panico inaspettati ricorrenti
    2. almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno (o più) dei seguenti sintomi:
      • preoccupazione persistente di avere altri attacchi
      • preoccupazione a proposito delle implicazioni dell’attacco o delle sue conseguenze (per es., perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, “impazzire”)
      • significativa alterazione del comportamento correlata agli  attacchi.
  • Assenza di Agorafobia.
  • Gli Attacchi di Panico non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo).
  • Gli Attacchi di Panico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come Fobia Sociale (per es., si manifestano in seguito all’esposizione a situazioni sociali temute), Fobia Specifica (per es., in seguito all’esposizione ad una specifica situazione fobica), Disturbo Ossessivo-Compulsivo (per es., in seguito all’esposizione allo sporco in qualcuno con ossessioni di contaminazione), Disturbo Postraumatico da Stress (per es., in risposta a stimoli associati con un grave evento stressante), o Disturbo d’Ansia di Separazione (per es., in risposta all’essere fuori casa o lontano da congiunti stretti).

L’AGORAFOBIA SENZA ANAMNESI DI DISTURBO DI PANICO è caratterizzata dalla presenza di Agorafobia e di sintomi tipo panico senza anamnesi di Attacchi di Panico inaspettati.

Agorafobia Senza Anamnesi di Disturbo di Panico:

  • A. Presenza di Agorafobia, correlata alla paura della comparsa di sintomi tipo panico (per es., vertigini o diarrea).
  • B. Non sono mai risultati soddisfatti i criteri per il Disturbo di Panico,
  • C. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco), o di una condizione medica generale.
  • D. Se è presente una condizione medica generale, la paura descritta nel Criterio A è chiaramente in eccesso rispetto a quella abitualmente associata con la condizione.

LA FOBIA SPECIFICA

La fobia specifica è caratterizzata da un’ansia clinicamente significativa provocata dall’esposizione a un oggetto o a una situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento.

  • A. Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (per es., volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue).
  • B. L’esposizione allo stimolo fobico quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione. Nota Nei bambini l’ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, con l’irrigidimento, o con l’aggrapparsi a qualcuno.
  • C. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole. Nei bambini questa caratteristica può essere assente.
  • D. La situazione (le situazioni) fobica viene evitata oppure  sopportata con intensa ansia o disagio.
  • E. L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione (situazioni) temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.
  • F. Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  • G. L’ansia, gli Attacchi di Panico o l’evitamento fobico associati con l’oggetto o situazione specifici non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come il Disturbo Ossessivo- Compulsivo (per es., paura dello sporco in un individuo con ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da Stress (per es., evitamento degli stimoli associati con un grave evento stressante), Disturbo d’Ansia di Separazione (per es.,evitamento della scuola), Fobia Sociale (per es., evitamento di situazioni sociali per paura di rimanere imbarazzati), Disturbo di Panico con Agorafobia, o Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo di Panico.

La fobia sociale è caratterizzata da un’ansia  clinicamente significativa provocata dall’esposizione a certi tipi di situazioni o di prestazioni sociali, implicanti un possibile giudizio degli altri. Spesso determina condotte di evitamento che interferiscono con il funzionamento lavorativo o con le attività sociali abitudinali o con i rapporti interpersonali.

  • A. Paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L’individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante. Nota Nei bambini deve essere evidente la capacità di stabilire rapporti sociali appropriati all’età con persone familiari, e l’ansia deve manifestarsi con i coetanei, e non solo nell’interazione con gli adulti.
  • B. L’esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione. Nota Nei bambini, l’ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, con l’irrigidimento, o con l’evitamento delle situazioni sociali con persone non familiari.
  • C. La persona riconosce che la paura è eccessiva oirragionevole. Nei bambini questa caratteristica può essere assente.
  • D. Le situazioni temute sociali o prestazionali sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio. Agorafobia senzaAnamnesi di Disturbo di Panico.
  • E. L’evitamento, l’ansia anticipatoria, o il disagio nella/e situazione/i sociale o prestazionale interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto di avere la fobia.
  • F. Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  • G. La paura o l’evitamento non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale, e non è meglio giustificato da un altro disturbo mentale (per es., Disturbo di Panico Con o Senza Agorafobia, Disturbo d’Ansia di Separazione, Disturbo da Dismorfismo Corporeo, un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo o il Disturbo Schizoide di Personalità).
  • H. Se sono presenti una condizione medica generale o un altro disturbo mentale, la paura di cui al Criterio A non è ad essi correlabile, per es., la paura non riguarda la Balbuzie, il tremore nella malattia di Parkinson o il mostrare un comportamento alimentare abnorme nell’Anoressia Nervosa o nella Bulimia Nervosa. Specificare se: Generalizzata: se le paure includono la maggior parte delle situazioni sociali (prendere in considerazione anche la diagnosi  addizionale di Disturbo Evitante di Personalità).

IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

Il distuurbo ossessivo-compulsivo è dato dall’occorrenza di ossessioni (che causano ansia o disagio marcati) e comportamenti compulsivi (che servono a neutralizzare l’ansia) di durata considerevole (più di un’ora al giorno) che generano forte disagio e sofferenza. Le ossessioni sono costituite da pensieri, impulsi o rappresentazioni mentali egodistonici che si presentano insistentemente e senza adeguata motivazione alla coscienza dell’individuo. Tipicamente le ossessioni si riferiscono alla paura del contagio, al dubbio, a impulsi aggressivi e criminosi, a fantasie sessuali.

Le compulsioni sono azioni ripetitive e ritualizzate a carattere esplicito oppure implicito. Le prime sono espressioni motorie, come lavarsi le mani, controllare di avere chiuso la porta e così via. Le seconde sono azioni mentali, come pregare, contare ecc.

Lo scopo di questi comportamenti è quello di prevenire o alleviare l’ansia e il disagio connessi ad alcune situazioni.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato:

  • A. Ossessioni o compulsioni. Ossessioni come definite da 1), 2), 3) e 4):
    1. pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati, e che causano ansia o disagio marcati
    2. i pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale
    3. la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni
    4. la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero).
  • Compulsioni come definite da 1) e 2):
    1. comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare), o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione, o secondo regole che devono essere applicate rigidamente
    2. i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio, o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.
  • B. In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli. Nota Questo non si applica ai bambini.
  • C. Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno), o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o relazioni sociali usuali.
  • D. Se è presente un altro disturbo di Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es., preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione; tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania; preoccupazione per il proprio aspetto nel Disturbo da Dismorfismo Corporeo; ; preoccupazione riguardante desideri o fantasie sessuali in presenza di una Parafilia; o ruminazioni di colpa in presenza di un Disturbo Depressivo Maggiore).
  • E. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale.

DISTURBO POST- TRAUMATICO DA STRESS

La diagnosi di PTSD si pone nel momento in cui una persona, esposta ad eventi traumatici, sviluppa duraturi sintomi intrusivi, di evitamento e di iperattivazione.

Criteri diagnostici per Disturbo Post-traumatico da Stress sono:

  • A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:
    1. la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri
    2. la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. Nota Nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.
  • B. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:
    1. ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma
    2. sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento. Nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile
    3. agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). Nei bambini piccoli possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma.
    4. disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
    5. reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.
  • C. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:
    1. sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
    2. sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
    3. incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
    4. riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
    5. sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
    6. affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
    7. sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli, o una normale durata della vita).
  • D. Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:
    1. difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
    2. irritabilità o scoppi di collera
    3. difficoltà a concentrarsi
    4. ipervigilanza
    5. esagerate risposte di allarme.
  • E. La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.
  • F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Il DISTURBO ACUTO DA STRESS

Il disturbo acuto da stress è caratterizzato da sintomi simili a quelli del Disturbo Post-traumatico da Stress che si verificano immediatamente a seguito di un evento estremamente traumatico.

  • A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico in cui erano presenti entrambi i seguenti elementi:
    1. la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno comportato la morte, o una minaccia per la vita, o una grave lesione, o una minaccia all’integrità fisica, propria o di altri
    2. la risposta della persona comprende paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.
  • B. Durante o dopo l’esperienza dell’evento B. Durante o dopo l’esperienza dell’evento stressante, l’individuo presenta tre (o più) dei seguenti sintomi dissociativi:
    1. sensazione soggettiva di insensibilità, distacco, o assenza di reattività emozionale
    2. riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante (per es., rimanere storditi)
    3. derealizzazione
    4. depersonalizzazione
    5. Amnesia dissociativa (cioè incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma).
  • C. L’evento traumatico viene persistentemente C. L’evento traumatico viene persistentemente rivissuto in almeno uno dei seguenti modi: immagini, pensieri, sogni, illusioni, flashback persistenti, o sensazioni di rivivere l’esperienza; oppure disagio all’esposizione a ciò che ricorda l’evento traumatico.
  • D. Marcato evitamento degli stimoli che evocano ricordi del trauma (per es., pensieri, sensazioni, conversazioni, attività, luoghi, persone).
  • E. Sintomi marcati di ansia o di aumentato arousal (per es., difficoltà a dormire, irritabilità, scarsa capacità di concentrazione, ipervigilanza, risposte di allarme esagerate, irrequietezza motoria).
  • F. Il disturbo causa disagio clinicamente F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, oppure compromette la capacità dell’individuo di eseguire compiti fondamentali, come ottenere l’assistenza necessaria o mobilitare le risorse personali riferendo ai familiari l’esperienza traumatica.
  • G. Il disturbo dura al minimo 2 giorni e al massimo 4 settimane, e si manifesta entro 4 settimane dall’evento traumatico.
  • H. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale, non è meglio giustificato da un Disturbo Psicotico Breve, e non rappresenta semplicemente l’esacerbazione di un disturbo preesistente.

Il DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO

Il disturbo d’ansia è caratterizzato da almeno 6 mesi di eccessiva ansia e preoccupazione in relazione a determinati eventi di vita.

L’individuo incontra eccessiva difficoltà nel tentativo di controllare le rimuginazioni e dovrebbe riferire almeno tre dei seguenti sintomi:

  • Mancanza di riposo o sensazione di irascibilità
  • Facile affaticamento
  • Difficoltà di concentrazione
  • Irritabilità
  • Tensione muscolare
  • Alterazioni del ritmo sonno-veglia

Il focus dell’ansia e delle preoccupazioni non dovrebbe rientrare in altre classificazioni dell’Asse I (quali ad es. la paura di essere imbarazzato in pubblico), ma causare significativi disagi e difficoltà nella vita quotidiana, non imputabili all’uso di sostanze chimiche come droghe, o particolari patologie come l’ipertiroidismo.

? Dèttore, D. (2003). Il disturbo ossessivo-compulsivo. Milano: McGraw Hill Libri Italia; ? Rovetto, F. (2004). Panico. Milano: McGraw Hill Libri Italia; Ltd. (Trad. it. Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia. Milano: McGraw Hill Libri Italia, 1999).

Dott.ssa Carolina Milanesi

Bibliografia:

  • A.P.A. American Psychiatric Association (2000), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision (DSM-IV-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association. (Trad. it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quarta edizione, Text Revision. Milano). Masson, 2001
  • Dèttore, D., Il disturbo ossessivo-compulsivo. Milano: McGraw Hill Libri Italia (2003)
  • Rovetto, F., Panico. McGraw Hill Libri Italia. (2004)