Cosa sono gli attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono descritti come un’improvvisa manifestazione di ansia o una rapida escalation di quella solitamente presente; in particolare un attacco di panico può essere definito se quattro o più (fino a 13) sintomi somatici o cognitivi aumentano progressivamente o si manifestano entro un periodo di 10 minuti (DSM –IV; APA, 1994). Tra questi si trovano risposte fisiche quali: palpitazioni, capogiri, sudorazione, sensazione di soffocamento, nausea o disturbi addominali, dolore o fastidio al petto, tremore, brividi o vampate di calore, e sintomi cognitivi quali la paura di morire, di perdere il controllo, di soffocare, di diventare pazzo.

La terapia cognitivo-comportamentale risulta efficace e specifica per il trattamento del disturbo di panico. Alcune delle tecniche utilizzate sono: Ristrutturazione cognitiva in cui la persona impara ad identificare e poi a modificare i propri pensieri negativi e le proprie convinzioni. Esposizione “enterocettiva” attraverso cui la persona impara ad affrontare i sintomi solitamente provati durante un attacco di panico. Esposizione graduale in vivo alle situazioni temute ed evitate. Il Dottor Davide Munaro è uno specialista a Brescia nel trattamento degli attacchi di panico.

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Il primo attacco di panico si manifesta improvvisamente, “a ciel sereno”, cioè in modo inaspettato e non provocato dalla situazione. Se l’attacco di panico si ripete, la persona sviluppa un’intensa paura di averne altri e comincia ad essere attenta alle sensazioni fisiche provate, perché vissute come pericolose per la propria salute fisica. Si teme di svenire, morire per un infarto o per un ictus. La tendenza sarà quindi quella di evitare le situazioni in cui si è presentato l’attacco di panico e a sviluppare un atteggiamento agorafobico. L’agorafobia è la tendenza ad evitare tutte le situazioni o i luoghi da cui potrebbe essere difficile fuggire o ricevere aiuto in caso di attacco di panico.

I criteri affinché si possa parlare di disturbo da attacchi di panico, secondo il DSM-IV, riguardano la presenza ricorrente e inaspettata degli attacchi seguita, seguita da un periodo di almeno un mese durante il quale l’individuo riporta frequentemente il timore di avere altri attacchi , oppure si nota un significativo cambiamento del comportamento, connesso all’esperienza di panico subita. Dovrebbero inoltre essersi manifestati almeno due attacchi di panico spontanei (non verificarsi appena prima o durante l’esposizione ad una situazione che solitamente causa ansia).

Studi epidemiologici concordano nell’indicare percentuali tra 1,5% e 3,5% della popolazione. Il disturbo di panico esordisce tipicamente tra la tarda adolescenza e i 35 anni ed è più frequente nelle donne, con un rapporto di circa 2,5 a 1 rispetto ai maschi. Il 14% delle persone che ha avuto un infarto, soffre di panico.

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