La paura dei virus è uno stato mentale

Di questi tempi sentiamo molto parlare di virus che stanno scatenando una vera e propria ansia diffusa nella società. Fermiamoci un momento a riflettere sul significato e sui motivi che scatenano questi fenomeni e cosa sta alla base della nostra paura dei virus.

Nella nostra società, in cui tutto sembra sotto controllo, ci spaventa tutto ciò che non conosciamo. Diciamo di aver costruito una società forte, ma cos’è che è forte se ci spaventa tutto ciò che va al di fuori di un confine.

Noi amiamo le risposte, senza renderci conto che le risposte creano delle prigioni e non basteranno mai perché ogni risposta presupporrà il fatto che ci può essere un se. Sono figlie di domande chiuse, di domande che creano schiavitù.

E quindi tutte le volte che si diffonde un virus, che accade qualcosa che non è gestibile, che va al di fuori del nostro confine, che mette a nudo i nostri limiti, non siamo in grado di gestirlo. Non viviamo questi eventi per quello che sono, iniziamo a destabilizzarci, ad allarmarci, a preoccuparci, ad aver paura.

Queste malattie, questi virus o gli eventi della vita ci danno la libertà, ci aprono, sono una crepa, come un terremoto, portano a galla la nostra libertà, mettono in discussione le nostre certezze, ci danno la libertà.

Ma noi abbiamo paura della libertà, abbiamo paura di sapere che possiamo andarcene da un momento all’altro.

Abbiamo paura di sapere che tutto fluisce, che nulla è certo e allora quando la vita si fa vedere nella sua imprevedibilità, noi diventiamo matti. Abbiamo paura che lo straniero ci possa portare via la nostra ricchezza, abbiamo paura dei virus perché ci potremmo portare via la vita.

Passiamo il nostro tempo a voltarci dall’altra parte, a non voler guardare che nulla ci appartiene, che tutto è di passaggio e che non esistono certezze perché accettare questo significherebbe accettare di vivere un modello di vita completamente diverso. E così moriamo nelle nostre certezze, nelle nostre malattie, nelle nostre patologie, quando potremmo invece sapere gestire l’ansia.

La vera patologia non era il virus, era l’atteggiamento mentale che abbiamo avuto verso di lui.

Come le crisi esistenziali umane, le crisi sono delle possibilità di potersi conoscere, del fatto che Dio mischia le carte, permette che il ricco possa diventare povero e che il povero possa diventare ricco. E invece noi non le vogliamo perché mettono in discussione il nostro potere sulla vita. Ecco perché odiamo i terremoti, odiamo i virus e odiamo tutto ciò che in realtà rende viva questa vita.

Siamo vivi quando abbiamo delle preoccupazioni, quando abbiamo incertezze, quando abbiamo paura di perdere colui che amiamo, amiamo quando perdiamo colui che amiamo. E sono proprio questi eventi che ci rendono vivi.

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