Ascoltare il silenzio è guardarsi allo specchio

Mi trovo all’interno dei boschi di Firenze, sento la vita che pulsa, che si rigenera, è straordinario.

Siamo abituati a starne fuori, mentre in questo momento mi sento proprio immerso in essa. Quando cammini in questi posti te ne puoi rendere conto, è il silenzio che ti permette di entrare in certe dimensioni. Spesso si pensa a cos’è il mondo se non la sua narrazione attraverso un linguaggio, una parola. Ma proviamo per un momento a smettere di usare quel linguaggio, proviamo ad ascoltare il silenzio. Se dovessimo ascoltare il silenzio sentiremmo un altro mondo che non potremmo sentire.

E così mentre cammino lungo questi sentieri incontro un piccolo ruscello d’acqua, l’acqua scorre e non riesco a specchiarmi. D’altra parte non ci si può specchiare nell’acqua che scorre. Ci si può specchiare solo nell’acqua ferma. Questo avviene anche nella psicoterapia, molte persone non si fermano mai, non ascoltano il silenzio. Ma fermarsi è importante per prendere consapevolezza di dove stanno andando. Sono come l’acqua sempre in movimento.

A volte però bisogna fermarsi, non troppo certo, l’acqua troppo ferma stagna, ma il tempo necessario per riflettere. E poi riprendere a vivere. Ci sono momenti della nostra vita in cui è giusto fermarsi, prendere consapevolezza, ascoltare il silenzio, guardare il nostro riflesso in una pozza. Iniziamo a capire dove stiamo andando. Altrimenti succede, come è successo poc’anzi a mio figlio che correva in questo sentiero ed è caduto pensando che non ci fosse nulla. E’ proprio così che accade,

quando non ti fermi sei convinto che la strada su cui stai correndo sia quella giusta.

Ti puoi rendere conto che la strada non era quella giusta quando ormai sei caduto. Ecco perché fermarsi significa mettere in pratica un atto di psicoterapia e penso che la psicoterapia intesa come uno sguardo verso se stessi sia la cosa più essenziale che possa esistere nella nostra vita.

Le persone hanno paura di fermarsi per questo motivo, andare avanti e non pensare a volte può essere comodo. Se ti fermi e ti rendi conto che quel sentiero non va bene, ci vuole coraggio per cambiare strada.

Serve fatica, ma il fatto di fermarsi a riflettere è già un atto di coraggio, la prima consapevolezza di guardare dentro di sè, è già il primo passo su un sentiero nuovo.

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