Brescia, la nostra provincia, è tra le più colpite dal virus Covid-19. Oltre all’emergenza sanitaria è necessario affrontare quella per il momento nascosta, quella psicologica che vede molte persone in un momento destabilizzante. Ecco quindi una riflessione e un incentivo dal dott. Davide Munaro, psicologo e psicoterapeuta di Brescia. Una sorta di psicoterapia in quarantena.

Soltanto quando accadono dei cambiamenti la vita ci permette di percorrere sentieri completamente nuovi.

Cominciamo a domandarci cos’è un cigno nero, molti di voi lo sapranno ma ve lo spiego meglio. Un cigno nero è un evento imprevisto, un evento difficile, un evento che nessuno può controllare. I cigni neri non si possono affrontare, non c’è un programma, una previsione che ci possa consentire di non essere inermi ad affrontare gli eventi improvvisi della vita.

Questo virus è il cosiddetto cigno nero, nessuno se lo aspetta, o pochi. C’è un modo per affrontare un cigno nero? No. La vita propone a tutti un cigno nero. Molte persone perdono i loro cari, a volte il lavoro. Il cigno nero è la mano invisibile che mischia le carte, che ci fa perdere tutti i nostri riferimenti. Ma se non c’è un modo per affrontarlo, c’è un modo per essere pronti quando arriva? Si. Smettere di volerlo prevedere e comprendere che il cigno nero fa parte della vita.

Significa che dobbiamo imparare che la vita è sempre in movimento, non è mai ferma.

Quando impareremo a camminare in questo modo diventeremo delle persone anti-fragili, persone che non cercano la perfezione, che non cercano di prevedere tutto, ma persone che spostano il focus della loro attenzione sul loro modo di camminare. Persone imperfette.

E proprio queste persone imperfette sono quelle maggiormente pronte ad affrontare un cigno nero. Quelle che costruiscono un sistema anti-fragile. I sistemi perfetti sono quelli più inclini a subire il cigno nero.

Perché questo cigno nero, questo coronavirus, è così terribile? L’essere umano non ama soffrire, ma ancora meno ama sapere di non poter controllare la propria sofferenza. Ci sono persone che vivono male ma non lo considerano importante se sanno che quel modo di vivere male è sotto controllo. Pensiamo a delle persone che subiscono violenza che sanno a ciò cui vanno incontro, sanno di cosa vivono, sanno che il giorno dopo troveranno il mondo che hanno lasciato il giorno prima.

Ecco cosa vogliamo maggiormente come esseri viventi: sapere di avere tutto sotto controllo. Siamo acquirenti di sicurezze. I cigni neri come quello che stiamo vivendo invece distrugge tutto, ogni riferimento. Ci riporta con i piedi per terra.

Quando nascono le opportunità? Vi sembrerà strano ma le più grandi opportunità non nascono mai dove ci sono sicurezze. Le sicurezze ci danno tranquillità, vorremmo prevedere ogni cosa, ma in questo modello di ragionamento molto logico non nascono molte opportunità, perché le opportunità nascono sempre quando il mondo balla.

Basta guardare il mare in tempesta, vi renderete conto che solo quando va in tempesta crea delle occasioni, solo quando va in tempesta porta a galla quello che non vi sareste mai immaginati e solo quando va in tempesta l’ultimo della classe può diventare il primo della classe. Sono i momenti della tempesta in cui Dio mischia le carte che permette agli ultimi di arrivare primi.

Bisogna essere orientati a guardare le occasioni e le opportunità che la vita ci offre.

Cosa fanno le persone? La maggioranza delle persone cerca nel mondo esterno il proprio mondo interiore. Vi sarà capitato di vedere persone che litigano per cercare di avere ragione anche quando hanno palesemente torto. Questo accade per l’idea del mondo che quelle persone si sono create. Ricordiamoci che ognuno di noi ha una sua idea del mondo che in qualche modo vogliamo portare all’esterno. Ognuno di noi conosce la propria idea del mondo, ma il mondo in realtà non lo conosce nessuno.

E’ tipico di chi soffre di attacchi di panico e spesso durante la psicoterapia si spiega che si guarda il mondo attraverso la propria storia. Quando soffri un attacco di panico, vivi un attacco di panico, lo vivi come stato di impotenza e lo subisci. La volta dopo ai primi sintomi sai già come viverlo, perché noi viviamo il mondo ancora prima di viverlo, lo viviamo con lo specchietto retrovisore. Lo viviamo sulla base delle statistiche e delle esperienze pregresse. Per cui se una persona è abituata a vivere nello sporco cercherà lo sporco e una persona che controlla cercherà il controllo.

Cosa significa questo? Che appena il mondo balla andiamo a cercare qualcosa che possa alimentare le nostre sicurezze, che possa confermare la nostra idea del mondo.

E quando non lo troviamo? 1. attacco di panico, ansia – 2. stato di impotenza, stato depressivo quando ci rendiamo conto che non possiamo farci nulla.

Ricordate che viviamo la vita in ritardo e la viviamo sempre dopo che è accaduta, interpretiamo la vita che sta accadendo e facciamo previsioni sulla base dei ricordi del nostro passato. Tutto ciò che viviamo è già accaduto. Parliamo del cigno nero dopo che è accaduto.

Il problema è che prevediamo il mondo sulla base di ciò che è accaduto quindi dobbiamo imparare a non subire gli eventi. Quindi quando mi si chiede: “qual è il futuro del corona virus?” io rispondo “è questo istante” perché quando tutto questo sarà passato, e sta già passando, ricordate che avrete soltanto il ricordo di questo momento. Non cercate di fare previsioni sul dopo, tanto non le sa nessuno.

Accadrà esattamente quello che avrete voluto vivere in queste giornate, in questi momenti.

Tutte le sere medito guardando un grande cedro fuori dalla finestra al tramonto, sto finendo di scrivere il mio libro e così quando tutto questo sarà passato mi ricorderò di questi momenti, dei giochi con i miei figli, mi ricorderò quello che ho voluto portarmi dentro perché siamo proprietari della vita. Non quando vogliamo piegarla a ciò che vogliamo ma quando siamo abbastanza flessibili da andare dentro la vita e portarci a casa quello che vogliamo. Il futuro sarà il ricordo di quello che stiamo facendo adesso. Non dobbiamo cadere nella trappola del panico, è scontato dire che è un momento straordinario, che tutti abbiamo paura. Ma la cosa straordinaria è che tra un anno, due anni, ricorderemo non il panico ma le cose che abbiamo voluto costruire.

Ognuno scelga come vivere queste giornate, cerchi di costruire qualcosa, di piantare una vigna metaforicamente parlando. Attraversare tutto ciò lasciando un messaggio diverso.

Riprendere questo momento con la consapevolezza che fa parte di qualcosa di più ampio della nostra vita, sapere che è un ciclo, si sta aprendo una realtà nuova e una sta morendo dentro quella nuova. Ogni vita è fatta di cicli, è la storia umana. Mentre delle storie stanno cadendo delle foglie stanno nascendo.

Non fate l’errore di stare dentro questo momento della Storia, come se fosse la fine del mondo, senza vedere una prospettiva di rinascita. E’ importante rendersi conto che un nuovo mondo sta nascendo. Ma cosa ci sarà al di là?

Non mi interessa il nuovo mondo, lo vedremo solo in ritardo. Mi interessa scegliere chi essere.

Quando sono in difficoltà io mi fermo sempre, non mi aggrappo al futuro, il futuro è questo istante, siamo seduti sul futuro. Quando sono in difficoltà mi fermo e mi dico “qualsiasi cosa accadrà non mi cambierà la vita”, nulla esterno a noi cambierà la vita. Io so che il mondo sta cambiando e so che mi offrirà le sue occasioni.

Scegli chi essere, cammina navigando a vista, un passo alla volta, il mondo si forma nelle incertezze, nelle paure. Nessuno sa la vita che sta facendo, lo saprà solo dopo, quindi invece di attaccarci a quello che accadrà, scegliamo chi essere, come vivere questo istante.

La sera o la mattina aprite le finestre, cercate di guardare la vostra alba o il vostro tramonto, cercate di avere fede nella vita, tra qualche mese vi riporterete con voi i ricordi di questo momento e quando metterete gli occhiali, dietro quelle lenti avrete il vostro passato. Riuscirete a vedere le occasioni perché le vostre lenti non saranno sporcate dal vostro panico. Ma dietro queste lenti, le lenti del virus, voi vedrete l’occasione e vi diranno “cosa fai a vedere l’occasione dopo quello che è accaduto”. Ma io mi ricordo le mie meditazioni, mi ricordo i miei figli, il libro che ho scritto.

Quello che sta accadendo non lo dovete subire e così sarete liberi da quello che sta accadendo. Dopo tutto ciò il mondo vi offrirà delle occasioni, chi è riuscito a meditare e non caderci dentro le vedrà. Chi è stato dentro il problema non le vedrà perché anche se passeranno le occasioni sarà ancora immerso nel suo problema.

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