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Terapia di Coppia – Quando è utile ed in che modo funziona

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terapia di coppia a Brescia

Terapia di Coppia

La terapia di coppia è un’intervento di consulto psicologico indirizzato non ad un singolo individuo, ma ad una coppia, intesa come partner coinvolti affettivamente. L’intervento terapeutico mira alla risoluzioni di periodi difficili fra partner cercando di fornire una nuova chiave di lettura e migliorando il dialogo e l’ascolto attraverso l’aiuto di una persona esperta e formata.

Quando ricorrere ad una terapia?

Il dottor Gottman, uno dei massimi esperti di settore, indicava quattro comportamenti distruttivi per la coppia, di fronte ai quali mi sento di consigliare un intervento guidato da un professionista:

Criticare

Spesso le critiche che i partner si scambiano sono inerenti a differenze di preferenze e gusti. Sottolineando gli elementi che rendono diversi due partner i risultati non possono essere buoni, non sarà certo una critica a cambiare l’altro. Le coppie che funzionano imparano ad accettare le differenze ed apprezzarle.

Disprezzare

Le emozioni negativi ed i litigi non sono il male, anzi. A volte però i partner rispondono ad emozioni negative con reazioni di disprezzo, insultando ed umiliando l’altra persona. Il disprezzo si manifesta sia con le parole che con i gesti. Sarcasmo, il cinismo, l’alzare gli occhi al cielo, gli insulti sono tutte manifestazioni di disprezzo. Il disprezzo è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, spesso figlia di rancori passati.

Stare sulla difensiva

Gli atteggiamenti di auto-giustificazione ai comportamenti di disprezzo tendono a farci chiudere ancora di più invece che far cambiare idea al partner. Si smette di ascoltare l’altro e ci si focalizza soltanto sulle proprie giustificazioni e sul proprio punto di vista.

Fare ostruzionismo

Dopo tempi di liti, è facile arrivare a smettere di comunicare con il partner. Le ricerche hanno mostrato che l’assenza di risposta stimola un senso di pericolo maggiore anche di un attacco o di una critica diretta. Inoltre, lavorare per un terapeuta su due partner che litigano spesso è molto più semplice che in una coppia in cui la comunicazione si è esaurita.

Puoi contattare dott. Davide Munaro Psicologo Psicoterapeuta per prenotare una Terapia di Coppia a Brescia con i seguenti recapiti

I benefici della terapia di coppia

Gli obiettivi per la coppia sono quelli di individuare la situazione migliore e più adatta per ogni tipo specifico di coppia secondo un intervento personalizzato e non deve essere diretto a mantenere per forza la coppia unita. I benefici principali, fatte le debite premesse, sono

  • valutare in maniera più obiettiva il partner

  • migliorare la componente comunicativa nella coppia

  • imparare a gestire i conflitti in maniera più sana e costruttiva

  • evidenziare i punti di forza di una relazione smettendo di guardare le debolezze

Il problema del pensare troppo

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Il problema del pensare troppo

Sento che molti di voi si rispecchiano in questa frase:

“Pensare troppo mi causa molti problemi”

Allora andiamo ad analizzare quale è la vera difficoltà che c’è dietro il pensare troppo e facciamolo attraverso una metafora: pensate alla vostra mente come ad una grossa motocicletta molto pesante. Ora, pensate di inforcare la vostra pesantissima moto e di scendere in strada verso una destinazione molto lontana. La moto non è eccezionalmente veloce, ma è molto stabile ed il viaggio è tranquillo. C’è un solo problema: le strade nelle quali vi muovete sono incredibilmente piene di semafori, ce ne sono ad ogni curva, ad ogni angolo, in ogni rettilineo. La vostra moto, purtroppo, non è molto adatta a tutte quelle interruzioni, è molto pesante ed è fastidioso doversi arrestare ogni volta. In più, dovete continuamente tenere la testa in alto per poter vedere se il semaforo è verde o rosso. Così facendo perdete di vista la strada, rischiando di sbandare.

Questi semafori non sono altro che i vostri pensieri superflui: ogni giorno, ogni secondo, la nostra mente è attraversata da moltissimi pensieri. Essi, se troppo numerosi, ci portano a prestare troppa attenzione su alcuni aspetti della nostra vita, ci inducono a rimuginare sugli stessi argomenti, ancora ed ancora, senza lasciarci sosta e distraendoci dai nostri reali obiettivi.

Ogni volta che date un significato al mondo e cercate di spiegarlo, potrete sentirvi bene soltanto se il mondo andrà secondo la vostra spiegazione, secondo i significati mentali che gli avete attribuito. Il vero problema è che, facendo così, intaserete il vostro traffico di pensiero. La vostra “città mentale”, il vostro pensiero, dovrebbe essere strutturato come se esistessero soltanto rotonde. In questo modo è possibile non essere costretti a fermarsi in ogni occasione, ma continuare a procedere in modo fluido, andare avanti.

Questi rituali ossessivi di pensiero ci portano a restare fermi. È una fragilità interiore, paura di vivere, paura che qualcosa vada irrimediabilmente fuori controllo. La cosa peggiore è che, dopo un po’, tutto questo diventa un’abitudine, un comportamento radicato che è difficile da perdere.

Photo by Andrew Haimerl / Unsplash

Una volta ero per strada, c’era della spazzatura per terra e un signore mi disse: “Guardi che schifo, se fossi il comune, lascerei tutta la sporcizia che c’è in discarica per strada, così imparerebbero a non lasciarla in giro.”

Gli risposi che secondo me, gradualmente, ci abitueremmo allo sporco. Dopo dieci, vent’anni che le cartacce si accumulano nessuno ci fa più caso. Tutti le danno per scontate, come se ci fossero sempre state. Anzi, nel momento in cui queste persone, ormai abituate allo sporco, dovessero trovarsi in una strada pulita, si meraviglierebbero: “Che cosa incredibile, nemmeno un po’ di spazzatura in strada.”

Questo è il rischio che corriamo quotidianamente, abituarci di ciò che, in uno stato di normalità, reputeremmo intollerabile.

Dunque il vostro compito è imparare a creare delle rotonde mentali. Delle scorciatoie che permettano alla vostra vita di fluire, a voi stessi di scorrere.

Cavalieri del tempo

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Cavalieri del tempo - Psicologo Brescia

Che cos’è il tempo?

Ho sempre pensato che comprendere la natura del tempo fosse un incredibile grattacapo. Il presente? Non è forse un flusso continuo e inarrestabile di informazioni che scorrono in una sola direzione?

Riflettendoci ancora più a fondo tutto questo può spaventare.

L’inesorabilità di un eterno scorrere ci accompagna, tra attimi interminabili e attimi sfuggenti. Più un momento è significativo (sia in senso positivo, sia in senso negativo) più alte sono le probabilità che esso venga salvaguardato.

Ciò che conserviamo del nostro presente va a fare parte di noi sotto forma di ricordi, ma come?

L’uomo è un elaboratore molto limitato, non può memorizzare tutti i momenti vissuti terribilmente densi di informazioni.
Per ovviare a questo problema, il nostro cervello adotta strategie e soprattutto modifica il contenuto del nostro pensiero. La forma di un ricordo è determinata dalla nostra elaborazione attiva su di esso.

I nostri ricordi, dunque non sono costituiti da fatti reali, bensì da deformazioni intenzionali della verità.

Ciò che ne risulta assume un connotato individuale, su di esso proiettiamo le nostre esperienze, le nostre idee. Assieme ad esse tutto ciò che ci è stato insegnato.

È come se il nostro passato si formasse alterando la realtà attraverso un imbuto con molteplici filtri. Filtri che hanno il nome di infanzia, famiglia, gruppo di amici, ideologie politiche, opinioni personali. Il nostro vissuto.
Tutto ciò che ha fatto parte della nostra vita è incisivo nel connotare un nuovo ricordo.

Consapevoli di questo notiamo quanto sia importante avere potere sui propri pensieri. Tanto il passato condiziona il presente, tanto il presente ha effetto sui nostri ricordi.
Il nostro magazzino di memorie non è impermeabile, nuovi contenuti possono interferire con i ricordi passati e arricchirli. Questo processo di reciproca dipendenza tra presente e passato ci forgia come individui.

Capire il presente ci permette di conciliare il nostro passato. Cambiare il nostro modo di conferire significato alle cose ci permette di generare pensieri più sani e conseguentemente ricordi saldi su cui fondarci. Nonostante il futuro sia l’emblema dell’incertezza e ignoto, abbiamo la possibilità di edificare la strada che stiamo percorrendo.

Mattone dopo mattone, passo dopo passo siamo artefici di un percorso che necessita delle nostre energie per essere affrontato e compreso.

Incontri inaspettati

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Incontri inaspettati

È estate, con la bella stagione cresce l’istinto che ci porta a intraprendere un viaggio.
Ho sempre adorato preparare le valige e partire per scoprire posti nuovi. Credo che lanciarci verso l’avventura sia una delle esperienze fondamentali per farci crescere come persone. Permetterci di incontrare le varie diversità del mondo e ampliare il nostro sguardo sulla realtà è basilare. Viaggiare lontano ci fa sentire connessi a qualcosa di più grande, ci rende parte di una storia più vecchia di noi. Ci arricchisce di valori e culture diverse e ci completa.

In un posto nuovo, mi piace incontrare le persone del posto

Di solito mi rivolgo ad abitanti locali, a camerieri nei ristoranti o persone di passaggio, a chiunque abbia qualche secondo da dedicare ad un turista. Mi metto a parlare con loro e ad ascoltare ciò che hanno da dire.

Nel corso del mio ultimo itinerario, mi sono trovato a dover attraversare una stazione dei treni: in un angolo c’era un senza tetto con i capelli arruffati ed uno spesso giaccone invernale. Non stava chiedendo l’elemosina, restava semplicemente fermo ad osservare tutto ciò che gli scorreva attorno. Allora ho deciso di domandargli se avessi potuto sedermi accanto a lui per fare due chiacchiere, per un po’ di compagnia mentre aspettavo il treno. Accettò con simpatia e mi pose molte domande sulla mia vita, sul mio percorso, su cosa mi aveva portato lì in quel momento. Quando gli chiesi la ragione di tutta la sua curiosità mi rispose che lui non era altro che un collezionista di storie. Mentre le altre persone rincorrevano qualsiasi cosa gli potesse portare una ricchezza monetaria istantanea, un guadagno veloce e immediato, lui aveva deciso di cercare qualcos’altro, qualcosa di diverso.

Photo by Jaime Top / Unsplash

Collezionava le storie della gente

Raccoglieva le loro esperienze e tutto ciò che la sua memoria potesse immagazzinare. Quei racconti erano la sua più grande conquista e ne andava molto fiero. Mi disse che le persone abbandonano in discarica i vecchi computer da smantellare, senza rendersi conto che nei circuiti ci sono minerali preziosi, come il silicio e l’oro. Tutti i racconti che aveva raccolto nel corso degli anni non erano altro che una riserva segreta, un’ energia nascosta che le persone sono solite gettare e che lui, al contrario, apprezzava e non dimenticava. Non aveva bisogno di beni materiali per essere ricco.
Mi fece degli esempi incredibili raccontandomi di ciò che aveva appreso dalle storie e di quello che significavano per lui. Alla fine fui molto sorpreso di constatare che nei suoi occhi si riconosceva una perfetta ed equilibrata serenità.

Ho deciso di dedicare questa pagina a quell’uomo incontrato in stazione. Non dimenticherò la sua storia e cercherò di collezionare i racconti delle persone che incontrerò per poter imparare qualcosa di più su come funziona il mondo.
Non esiste nulla di più importante di sapere ascoltare e comprendere il pezzo della vita di qualcuno.
La reciproca comprensione nasce dalla volontà di condividere e accettare ciò che le altre persone hanno da dire.

Strade sovrapposte

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Pensate sia possibile esistere senza lasciare indizi del proprio passaggio?

Vivere è un po’ come cercare di attraversare il deserto sulle proprie gambe: per quanto il nostro passo possa essere leggero, per quanto possiamo impegnarci per evitare che qualcuno segua le nostre orme, in qualche modo lasceremo sempre delle tracce dietro di noi.

Ognuno ha il suo percorso, strade da percorrere diverse dalle nostre ma ugualmente importanti. Quando incontriamo qualcuno una parte della sua strada si sovrappone alla nostra e viceversa.
Nel corso della vita veniamo a contatto con centinaia, migliaia di orme lasciate dalle persone che hanno vissuto anni prima di noi, senza le quali non saremmo ciò che siamo in questo momento. A nostra volta le tracce che personalmente lasciamo verranno utilizzate come fondamenta per gli uomini che dovranno arrivare dopo di noi. Questo è un processo naturale.

Il tempo è solamente un concetto relativo.

Esso non scorre in una sola direzione, ogni istante presente e futuro è legato da un filo sottile e invisibile. Nonostante la nostra vita sia un semplice battito di ciglia nei confronti nell’esistenza dell’universo, la nostra presenza è essenziale e fondamentale per l’esistenza del tutto.

Esistere significa essere responsabili della propria esistenza? Abbiamo un compito ben più ampio, più profondo e importante:

Essere garanti del futuro del mondo.

Le nostre azioni, la nostra essenza non smette di esistere con la nostra morte; viene tramandata da ciò che le persone attorno a noi hanno ereditato dall’esperienza avuta con noi.

Se è vero che una goccia di pioggia non è in grado di scalfire una pietra, miliardi di gocce possono creare un fiume e spaccare una montagna. Il vostro scopo è essere promotori del cambiamento.

Essere dei difensori della speranza che un mondo migliore è possibile.

Poiché nonostante le avversità la speranza non può essere sconfitta.

Una questione di forma

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Una questione di forma - Psicologo Brescia

È autunno, state facendo una passeggiata in montagna, tra gli alberi che iniziano a spogliarsi e la temperatura che inizia a irrigidirsi. Arrivate sulla vetta e l’orizzonte si apre, il panorama della valle è proprio di fronte a voi.

Che cosa vedete?

Se foste un alpinista guardando una vallata, cerchereste di individuare degli ipotetici percorsi che siano meglio transitabili con senso pratico da escursionista.
Un artista, al contrario possessore di un elegante gusto estetico, resterebbe estasiato dall’intensità cromatica e dal soave tocco luminoso che si espande tra le creste.

Tutto ciò che potete vedere, sentire, percepire attraverso i vostri sensi, è frutto di un processo d’ interpretazione.

Esso vi permettere di attribuire significato alle cose che vi circondano, le sue sfumature sono molteplici e la sorgente di questo movimento non è altro che la nostra mente.
Il soggetto dell’osservazione è lo stesso, eppure l’approccio è completamente differente.
Sembra banale ma risulta essere precisamente il contrario quando cerchiamo di spiegare che cosa vediamo realmente noi.
La nostra coscienza, la nostra mente, cresce integrando gradualmente le nuove esperienze che immagazziniamo nel corso della vita.

È un’unità dinamica in continuo sconvolgimento, un uragano di sensazioni.

La psicoterapia cognitiva ha fatto suo questo concetto ed è giunta ad una considerazione d’estrema importanza: se è vero che la realtà è ciò che l’individuo mette di suo nella conoscenza, allora i disturbi mentali sono causati da un’errata modalità di pensiero che l’individuo ha sviluppato nel corso della sua storia personale.

Attraverso questa concettualizzazione è stato possibile creare una terapia che si focalizzasse sulla ristrutturazione del pensiero. Per formare un pensiero sano e positivo è necessario che una parte di esso venga generato.
È necessario dunque imparare a guardare le cose in modo positivo, a far valere i nostri punti di forza e qualità. Plasmare le proprie emozioni ed il proprio pensiero è un compito che richiede esercizio costante. Come tutte le cose è necessario insistere e ripetere.

Cambiare è possibile, smettere di soffrire non è un’ utopia. Si tratta solo di una questione di allenamento.

Esercitandoci alla sostituzione mirata dei pensieri negativi insieme ad un esperto è possibile giungere alla serenità. Raggiungere la propria serenità è il nostro obiettivo primario, ricordiamolo.

La consapevolezza negli occhi di chi guarda

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La consapevolezza negli occhi di chi guarda

Vorrei raccontare un aneddoto.

Un giorno un mio assistente mi chiese quale era il miglior consiglio da poter dare ad una persona. Potrebbe sembrare una domanda molto stupida, ma invece si è rivelata molto più interessante del previsto.

Come ho detto diverse volte, non esistono soluzioni facili o metodi speciali per cambiare la vita delle persone.

Come cercare di contenere il mare in un bicchiere, sarebbe un tentativo insensato ed inutile.

Anche i consigli non sono delle soluzioni ad ogni problema, ma dei suggerimenti che ci permettono di scegliere la strada meno sbagliata da intraprendere.
Dopo queste riflessioni risposi al mio assistente: “Un consiglio per tutti? Proponi alle persone di chiedersi sempre cosa c’è dietro”. Affrontando la nostra quotidianità, possono capitare moltissime cose. Tutti gli eventi continuano a susseguirsi all’infinito: incontriamo familiari, amici, leggiamo il giornale, andiamo al lavoro, ci sediamo in un bar, pensiamo.
Accadono anche eventi che ci fanno arrabbiare, ribollire completamente il sangue. Spesso sentiamo che sono gli altri, esterni a noi, ad essere responsabili di quello che accade.

Vi siete mai fermati a chiedervi cosa c’è dietro?

Quando qualcuno ci ferisce, o fallisce nel fare qualcosa, il nostro pensiero è sempre lo stesso: “La colpa è sua perché ha scelto di agire così”. Quando invece siamo noi a fallire, nella nostra testa, i giochi sono completamente differenti.

Immaginate di dover partecipare ad una gara di nuoto. Arrivati per ultimi, il pensiero probabilmente vi suggerirebbe che l’altra sera avete mangiato pesante, di esser partiti già stanchi, oppure che la corsia in cui eravate era svantaggiosa. Non un riferimento alla proprie capacità personali.

Se, al contrario, la gara fosse stata vinta, avreste pensato di essere semplicemente degli ottimi nuotatori.

Il mio consiglio è quello di guardare oltre alle apparenze.

Solo così si potrà smettere di vedere le cose a metà.
Forse invece di puntare il dito e dare la colpa alle persone potremo rivolgere lo sguardo a ciò che ha portato quelle persone ad essere tali. La verità spesso sta tra le persone e ciò che hanno vissuto, dove sono vissute, le persone che hanno incontrato, le pressioni che hanno ricevuto e i dolori che hanno subito.

Non giudicate ma cercate cosa si nasconde dietro questo pesante velo chiamato pregiudizio.

Nuovi appuntamenti con il percorso di gruppo “Come la mente può modificare il dolore” a Brescia

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dolore e gestione dello stress

Dopo le numerose richieste per i primi appuntamenti del percorso di gruppo “Come la mente può modificare il dolore” abbiamo deciso di aggiungere delle nuovi appuntamenti per tutti gli interessati.

📅 Le date
1 Luglio 2019
8 Luglio 2019
15 Luglio 2019
22 Luglio 2019

Il corso si svilupperà in forma serale, dalle 19.30 alle 21.00 e sarà condotto insieme alla Dott.ssa Alice Assanelli a Brescia, presso il Poliambulatorio Physio Power di via Duca degli Abruzzi (per info e prenotazioni potete contattare il numero 030 354 4983)

Il circolo vizioso del dolore tra mente e corpo: ecco come si manifesta 👨‍🏫

La chiave è capire come il cervello funzioni e come stress ed emozioni giochino un ruolo centrale nel mantenimento del dolore.

Viviamo in un mondo stressante al quale non ci siamo completamente adattati. Il nostro cervello è impostato per reagire ad un mondo completamente diverso, quello dei nostri antenati. Siamo ben programmati per reagire alle attivazioni per pericoli come gli animali feroci, ma i problemi sorgono perché il cervello ha spesso difficoltà nel gestire lo stress cronico della vita odierna. Questo è il motivo per cui quando lo stimolo diviene cronico e ci sentiamo in trappola possiamo facilmente sviluppare connessioni dolorose.

Siamo consapevoli che lo stress causi reazioni fisiche, l’arrossimento per l’imbarazzo, ad esempio, o il mal di testa che insorge dopo una giornata stressante, o ancora la sensazione di stretta allo stomaco prima di un discorso in pubblico. Nel primo caso il viso diventa rosso perché le emozioni aumentano il sangue che scorre nei vasi sanguigni del tuo viso: lo stress attiva delle emozioni che producono nel nostro corpo sintomi fisici reali. Si tratta di sensazioni reali, non immaginate.

Se ti chiedessi di dirmi se sai dove il tuo corpo accumula lo stress, è probabile che tu mi sapresti rispondere. Questo perché è opinione condivisa che lo stress possa causare reazioni fisiche. Quello che è meno noto è che lo stress e le emozioni possano creare vie nervose e portare a sintomatologie croniche e debilitanti.

Obiettivi del corso 🎯

  • Ridurre l’impatto che la sofferenza ha sulla tua vita quotidiana
  • Imparare le abilità per affrontare meglio il dolore mentale e fisico
  • Migliorare il tuo funzionamento fisico ed emotivo
  • Ridurre l’affidamento sui farmaci

Il corso è creato per svolgere un’attività su misura del partecipante. Abbiamo preferito evitare grossi gruppi e lavori impersonali, per permetterci di costruire un’esperienza di lavoro professionale modellata sulle singole esigenze di ognuno di voi. Potete chiamare il numero 030 354 4983 per prenotare il vostro posto sui 5 disponibili.

Imparando come affrontare i pensieri e le emozioni negative associati al dolore, acquisirai un maggiore controllo sulla tua vita.
Il dolore è un messaggio con cui il corpo informa il cervello che qualcosa non va e che occorre prestare attenzione, la difficoltà inizia ad insorgere quando il dolore prende il controllo del volante dell’auto della vostra vita e vi guida in posti in cui non volete andare.

Questo corso vi permette di mettervi di nuovo al volate della vostra vita guidando nella direzione che voi desiderate prendere, seguendo i vostri valori, accompagnati dal dolore come se fosse un passeggero di particolare valore. Si può accettare il dolore, fargli spazio dentro di noi e vivere una vita piena che si basi sul modo in cui volete vivere piuttosto che sul modo in cui il vostro dolore vi dice di vivere.

Incontro con Davide Munaro Giovedì 23 Maggio – La gestione dello stress

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gestione dello stress

Giovedì 23 Maggio ha il via la serie di incontri con il dott. Davide Munaro e la dott.ssa Alice Assanelli presso il Poliambulatorio Physio Power. Il percorso di gruppo “Come la mente può modificare il dolore” si snoda su 4 appuntamenti; nel primo, Giovedì prossimo, l’argomento centrale sarà la gestione dello stress

L’impatto dello stress sulla nostra vita

Problemi gastrointestinali, dolore lombare cronico, mal di testa e dolore muscolare sono solo alcune delle patologia causate dallo stress. Lo stress causa ipersensibilizzazione delle vie nervose che collegano mente e corpo creando un circolo vizioso che viene appreso dal tuo sistema nervoso. Questo non significa che ti stai inventando il tuo dolore o che il dolore è solo nella tua testa, il dolore è reale ma ciò che mantiene attivo questo circolo vizioso è la mente che agisce amplificando il dolore.

Fortunatamente il cervello è un organo estremamente plastico  quindi come ha imparato ad attivare un circolo del dolore può anche dis-impararlo. C’è un modo per rieducare la mente modificando il modo di ascoltare il nostro corpo e le nostre emozioni ed è quello che faremo in questo corso attraverso l’utilizzo della Mindfulness e strategie cognitivo-comportamentali. Rompendo il circolo vizioso del dolore fisico e della sofferenza emotiva potrai iniziare ad usare la tua energia mentale per superare i tuoi limiti e ricostruire la tua vita.

Stress e dolore

Esistono 3 componenti del sistema nervoso che creano il circolo vizioso del dolore: i nervi che inviano segnali dolorifici dal corpo al cervello, il cervello che interpreta questi segnali e i nervi che inviano segnali di nuovo al corpo. Questo significa che il dolore non può essere provato senza il cervello che interpreta i segnali nervosi e li trasforma nell’esperienza dolorosa.

Stress e dolore si rinforzano a vicenda, la maggior parte delle persone con dolore cronico reagisce al dolore con paura, rabbia, ansia, frustrazione ed altri pensieri ed emozioni associati, i quali aumentano il dolore attraverso un processo di “amplificazione” a livello cerebrale, sia che si tratti di pensieri ed emozioni coscienti che inconsci. Il cervello continua a sviluppare dolore perché è l’unico modo che conosce per reagire allo stress.

Tutto il programma

Il corso si svolge in quattro incontri a Brescia presso il Poliambulatorio Physio Power, in via Duca degli Abruzzi 107 nelle seguenti date:

  • Giovedì 23 Maggio 19.30 – 21.30 – Gestione dello stress
  • Sabato 1 Giugno 9.00 – 11.00 – Gestione del dolore
  • Giovedì 6 Giugno 19.30 – 21.30 – Emozioni: scegliere di cambiare
  • Sabato 15 Giugno 9.00 – 11.00 – Il benessere: vivere secondo i propri valori 

Per informazioni aggiuntive sul corso e per prenotarvi potete telefonare al numero 030 354 4983